
A distanza di un anno dagli accadimenti che hanno portato a scoprire che la cooperativa creata per dare rifugio e cibo agli immigrati veniva gestita in maniera non conforme alle leggi dello Stato usando i fondi destinati agli immigrati per altri scopi, la Magistratura interviene.
Pertanto viene spiccato un mandato di arresto per Liliane Murekatete , moglie del deputato della sinistra- verdi , Sumahoro, che per ora non è inquisito ,che si ritrova ai domiciliari insieme alla madre di lei, anch’essa facendo parte del direttivo della cooperativa.
Per rinfrescare le menti e ripercorre la strada che ha portato queste persone agli arresti domiciliari , bisogna risalire ad un anno fa, quando scoppiò il caso della cooperativa costituita e gestita dalle signore di cui sopra.
Il Deputato Sumahoro eletto nelle liste della sinistra-verdi negò ogni possibile collusione con la gestione della cooperativa, che aveva ricevuto i fondi dello stato per gestire gli immigrati che facevano parte della struttura, come soci, ma che vivevano in condizioni ambientali disastrose, al difuori di ogni decenza, per non parlare del cibo che era servito loro, scaduto ed immangiabile.
Di contro, la moglie e la suocera del deputato sfoggiavano abiti ,e gioielli di lusso e frequentavano alberghi e ristoranti costosissimi, non avendo altre entrate che quelle provenienti dalla cooperativa.
Con il proseguio delle indagini , si viene ha scoprire che le signore avevano acquistato un ristorane , nel paese di origine , ed altri beni immobili .
Il fatto che siano finiti ai domiciliari, da quanto detto sopra non pare strano, visto il percorso seguito dalle signore, quello che mi rende perplesso è legato ai tempi che hanno fatto scattare la misura cautelare.
Ricordo a me e a voi, che dette misure cautelari scattano difronte al pericolo d’inquinamento delle prove, o per pericolo di reiterare il reato , o la possibilità di fuga.
Ma il provvedimento in questione scatta dopo un anno dalla scoperta del possibile reato.
Sono e resterò sempre un garantista, ma perché a queste persone viene commissionato il provvedimento dei domiciliari dopo tutto questo tempo?
E se è vero che la magistratura a ritenuto d’intervenire persino con il recupero dei beni eventualmente stornati dai fondi della cooperativa , ma perché tutto questo non è avvenuto prima, evitando possibili inquinamenti delle prove, o fuga dei soggetti o possibilità di reiterare il reato?
Domande che si pone un povero giornalista non addentro alla giurisprudenza applicata dalla magistratura Italiana, ma che vorrebbe tanto capire, povero me, santa ignoranza, la mia certo.
