De Ficchy Giovanni

Spesso sentiamo parlare di “criminalità ambientale”, senza renderci conto che l’ambiente è centrale nella nostra esistenza.

Sono attività illegali dannose per l’ambiente, portate avanti da individui, gruppi o organizzazioni che traggono beneficio dallo sfruttamento, il deterioramento, il commercio o il furto di risorse naturali.

La criminalità ambientale è una delle attività più remunerative della criminalità organizzata mondiale e ha ripercussioni considerevoli non solo sull’ambiente, ma anche sulla salute umana.

il ciclo del cemento, è al primo posto nella classifica dei reati , quando si mangia il suolo

Un segnale d’allarme che, si dipana lungo tutta la filiera ;dalle cave ai reati urbanistici, dalla produzione di calcestruzzo alle imprese di costruzione.

Un podio amaro, raggiunto con una crescita dei reati del 28,7% rispetto all’anno precedente: precisamente 12.216, che corrispondono a quasi il 40% del totale dei reati ambientali registrati nella penisola.

È estremamente redditizia, questa fattispecie ,ma difficile da individuare, perseguire e punire.

Il crimine ambientale è infatti percepito come un settore a basso rischio, per via della mancanza di una regolamentazione internazionale condivisa e per le basse sanzioni, e ad alti profitti, poiché il contrabbando di merci rare, come le specie selvatiche, o pericolose, come alcuni tipi di rifiuti e diverse sostanze chimiche, sono molto redditizi.

Si tratta dunque di un settore nel quale, anche secondo le mafie, investire conviene.

Molte di queste attività illegali hanno effetti negativi anche sulla salute umana: si pensi alle conseguenze dell’utilizzo di pesticidi e altri prodotti chimici contraffatti, che pongono seriamente a rischio la sicurezza alimentare ed espongono lavoratori e comunità a gravi danni per la salute. 

Sebbene non sia percepita come un pericolo incombente da Stati e cittadini, i dati di monitoraggio degli “eco-crimini” sono allarmanti: il loro valore monetario globale è cresciuto approssimativamente dell’8% annuo tra il 2014 e il 2018, aumentando il proprio bacino da 70-213 miliardi nel 2014 a 110-281 miliardi nel 2018.

La pesca di frodo, lo sversamento di rifiuti industriali, l’ abigeato, e tutti i reati legati allo smaltimento dei rifiuti, in modalità illegale.

Preoccupano il virus della corruzione, la diffusione dei comuni sciolti per mafia e dei clan censiti.

Per Combattere la Criminalità Organizzata è necessario;

Promuovere la cooperazione tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie.

  • Combattere i reati organizzati contro il patrimonio.
  • Migliorare l’efficacia delle indagini per smantellare le strutture del crimine organizzato e affrontare i reati ad alta priorità.
  • Individuare e smantellare le reti criminali ad alto rischio attive nell’UE, con particolare attenzione a quelle che utilizzano la corruzione, gli atti di violenza, le armi da fuoco e il riciclaggio attraverso sistemi finanziari sommersi paralleli.
  • Eliminare i profitti illegali (approccio «follow the money»).
  • Combattere lo sfruttamento sessuale di minori.
  • Combattere le frodi e la criminalità economica e finanziaria.

Perchè i reati ambientali sono strettamente connessi con altri reati.

La Criminalità Organizzata non ama essere raccontata nè essere “contrastata”, aumentano quindi gli atti intimidatori nei confronti di amministratori locali e giornalisti Entrambe i fenomeni fanno registrare numeri in aumento nei primi 9 mesi del 2023.

    Di Admin

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