Giovanni De Ficchy

L’ Europa deve cominciare a pensare ad un piano di sicurezza per la Moldavia, c’è una certa necessità e urgenza.
Sandu individua nella Russia e nella corruzione le maggiori minacce alla sovranità del Paese situato tra Ucraina e Romania.
La guerra di Mosca in Ucraina ha colpito la Moldova, con resti di missili e droni che sono ripetutamente atterrati sul suo territorio.
La data proposta per il referendum, il 20 ottobre, è stata sostenuta da un totale di 56 membri dell’assemblea di 101 seggi, dove il Partito d’Azione e Solidarietà (PAS) di Sandu detiene la maggioranza.
I deputati hanno poi rapidamente approvato la stessa data per il voto presidenziale, in cui Sandu è in cerca di rielezione.

La regione moldava della Transnistria, a maggioranza russofona, che confina a est con l’Ucraina, si è separata unilateralmente dalla Moldavia in seguito al crollo dell’Unione Sovietica.
Durante la guerra civile del 1992, i separatisti furono sostenuti dall’intervento militare russo prima che la situazione si cristallizzasse e dal referendum del 2006 (non riconosciuto dalla comunità internazionale) che, per la prima volta, sancì la volontà di farsi annettere alla Russia.
È passato quasi un anno da quando la Transnistria era scomparsa dai radar delle grandi preoccupazioni dell’Unione Europea per la destabilizzazione russa nell’Europa dell’Est, ma la più irrequieta tra le regioni separatiste del continente europeo è tornata prepotentemente al tavolo dei dossier più caldi in questi ultimi mesi.
Da Bruxelles si lanciano appelli alla calma, con il portavoce del Seae Stano che ricorda come “la stabilità in questa regione è nell’interesse di tutti, in primo luogo dei cittadini”, cercando di spingere per un “dialogo costruttivo” tra le due parti: “ L’Unione europea continua a sostenere una soluzione pacifica e globale in Transnistria; si tratta di un conflitto congelato ” sul territorio della Moldova “ed è per questo che lo affrontiamo sulla base del rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità della Moldova”.
Poco più di un mese fa arrivava la notizia allarmante della richiesta delle autorità dell’autoproclamata repubblica filorussa di “protezione” da parte di Mosca al governo di Chișinău , che ricorda inquietantemente quanto accaduto nei giorni precedenti la l’invasione dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, con il riconoscimento da parte della Russia delle repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk nel Donbas ucraino.
