De Ficchy Giovanni

Continuano le polemiche sul voto che ha premiato Antonio Seminario
Il nuovo Gran Maestro è un imprenditore nel ramo dei petroli che l’ha spuntata, dopo un percorso elettorale quanto mai denso di polemiche su Leo Taroni ( nella foto sopra).
C’è sempre più nervosismo nella Massoneria italiana dopo le elezioni che hanno decretato un vincitore e nottetempo il Cen (comitato elettorale nazionale) ribaltò il risultato che in un primo momento aveva visto vincitore Leo Taroni.
Elezioni svolte in un clima da guerra fredda, con il Gran Maestro uscente Stefano Bisi particolarmente impegnato allora a contrastare l’imprenditore ravennate e la sua lista per cercare di avvantaggiare il suo “vassallo”, Antonio Seminario.

Era il 10 marzo 2024; il 12 luglio il Tribunale civile di Roma ha emesso un decreto con il quale chiede al Goi di consegnare le carte delle elezioni.
L’atto, firmato dal giudice Lucio Fredella, sancisce un esito già ventilato appena concluso il voto: il passaggio della questione dal chiuso delle stanze massoniche alle aule dei tribunali.
Il Tribunale ha accettato il ricorso di sette massoni di Messina – sei della loggia La Ragione e uno della loggia Minolfi – che chiedono la consegna della copia conformo del decreto di proclamazione del Gran Maestro e della delibera del suo insediamento.
Non è abbastanza per dire che l’elezione di Seminario è in bilico: di certo lo scontro nel Goi continua e, anziché placarsi, sale di livello.
Infatti il conteggio delle schede e l’analisi dei verbali aveva sovvertito quella che era una fuga di notizie.
Alcune preferenze, arrivate senza il talloncino anticorruzione, erano state depennate.
Ora il Tribunale di Roma si dedicherà a una nuova analisi della situazione.
Il Sole 24 Ore ricostruisce i passaggi del nuovo step giudiziario: le sollecitazioni sono partite il 23 ottobre dalla Sicilia, rivolte alla Gran Segreteria del Goi.
La controversia come è facilmente prevedibile avrà un impatto a dir poco dirompente sulla Massoneria italiana, che si ritrova ora a dover discutere, le proprie vicende riservate in pubblico.
La notizia rimbalza sui canali Telegram che raccontano lo scontro interno al Goi.
Libero Muratore Channel spiega che «il decreto dovrebbe essere stato notificato il 17 luglio e il Goi avrà 10 giorni di tempo per consegnare gli atti in copia conforme.
Se negati, se ne occuperà l’ufficiale giudiziario».
