De Ficchy Giovanni

E’ stato l’icona indiscussa del cinema francese, all’età di 88 anni si è spento.
L’attore francese “è morto serenamente nella sua casa a Douchy”, fa sapere la famiglia.
Ai successi della vita professionale per Delon si legarono in maniera inscindibile i clamori di quella privata: una lunga e tormentata storia d’amore con l’attrice Romy Schneider, il discutibile attivismo politico e imprenditoriale, che ebbe un seguito anche giudiziario, il suo coinvolgimento in vari scandali rosa.
È sulla ambigua maschera di Alain Delon che il regista Jean-Pierre Melville costruì la sua carriera cinematografica, “Delitto in pieno sole” (1960) l’attore, scelto inizialmente per una parte secondaria, ottenne invece quella del protagonista, il subdolo Tom Ripley che uccide un giovane miliardario per assumerne l’identità.
Questo film , che ebbe un discreto successo, rappresentò per Delon un trampolino di lancio, proponendo per la prima volta quel personaggio controverso a lui estremamente congeniale.
Il maestro Visconti gli consentì di lasciar affiorare una complessità interpretativa, che lo impose all’attenzione, quando lo diresse magistralmente in “Rocco e i suoi fratelli” (1960),
La sua vita sentimentale è stata infatti particolarmente movimentata : ancora prima di porre fine alla relazione con Romy Schneider; ebbe una storia con la cantante Nico, dalla quale nel 1962 ebbe un figlio, mai riconosciuto; nel 1964 sposò Francine Canovas, con la quale ebbe il figlio Anthony e dalla quale divorziò quattro anni dopo.
Dal ’68 all’83 fu legato all’attrice Mireille Darc, mentre dall’87 al 2001 ebbe al fianco la modella Rosalie van Breemen, madre di Anouchka e Alain-Fabien.
Al suo fianco, negli ultimi tempi della sua vita, c’era Hiromi Rollin, 66 anni, aiuto regista da trenta al fianco di Delon, prima come assistente poi come compagna.
La donna era stata accusata dai figli di maltrattamenti e circonvenzione di incapace, oltre che di mire sull’eredità.

Ai simboli non si fa la guerra.
Soprattutto se, come Delon, evocano desideri inconfessabili e mai sopiti rimpianti.
Così la giuria del Festival di Cannes , non ne volle sapere di revocare ad Alain Delon il Leone d’oro alla carriera, nonostante lo “accusino” di essere «amico di Jean Marie Le Pen e quindi fascista».
«È fascistissimo gridavano”,
Già, perché il fascismo non è un’ideologia, ma uno stato d’animo.
Un assetto interiore estremo, e perciò eretico, che viene fuori nei momenti straordinari, rivoluzionari, di «eccezione» direbbe Carl Schmitt.
Sì, il protagonista del Gattopardo era più “nero” di Calimero.
Gli piacevano solo le donne, aborriva le nozze gay e avrebbe usato il lanciafiamme contro chiunque se ne andasse in giro per il mondo a caccia di uteri a noleggio.
Era virile, individualista, adorabile canaglia quanto basta per alzarsi di mezza spanna sulle anonime masse di mezze maniche e travet.
Fai buon viaggio Alain …
