De Ficchy Giovanni

l’irrompere dei giganti del web, la crescita di potenti piattaforme spesso connesse ai colossi della rete, il saccheggio digitale che investe il mondo dell’editoria e dell’audiovisivo, il dilagare delle cosiddette fake news e molto altro ancora richiedono un nuovo assetto normativo.
“L’evoluzione del mondo dell’informazione impone una impegnativa sfida a tutte le istituzioni politiche”
A giudizio dei leader di maggioranza «analogo percorso dovrà essere affrontato per il Media Freedom Act, approvato dal Parlamento europeo, che entro il 2025 andrà recepito. In Italia poi la Corte Costituzionale ha indicato nel tempo, con varie sentenze e ordinanze, il ruolo del servizio pubblico televisivo e la fondamentale funzione del Parlamento».
Meloni, Salvini, Tajani e Lupi ritengono, quindi, «opportuno avviare in Parlamento il confronto per definire una nuova legge di sistema, che tenga conto di tutte le trasformazioni tecnologiche intervenute, per arginare e regolare il dominio di giganti del web e piattaforme, per fermare il saccheggio digitale e tutelare il diritto d’autore nel mondo dell’editoria e dell’audiovisivo, a garanzia di ogni espressione della cultura, del sapere e dell’informazione.
Il tutto alla luce delle regole europee in vigore e in via di futura attuazione e della giurisprudenza costituzionale».

“Il Parlamento – precisano i leader di FdI, Lega, FI e Nm – è ovviamente la sede del confronto e delle decisioni. Pronti al dibattito in ogni altra sede, a partire da iniziative promosse da organi istituzionali”.
Appresa la notizia, il presidente della commissione di vigilanza della Rai, Barbara Floridia (M5S), ha convocato per domani una riunione con i capigruppo di tutti i partiti «in cui definire lo schema di lavoro e condividere metodo e merito per giungere a questo appuntamento il prima possibile».
«Finalmente – afferma Floridia – i leader di centrodestra si dicono pronti al dibattito sulla riforma del servizio pubblico nel solco del Media Freedom Act europeo.
È il momento di passare ai fatti attraverso Stati Generali del servizio pubblico che gettino le basi per una riforma condivisa che possa procedere spedita in Parlamento»
Il Presidente della Federazione Italiana Editori di Giornali, Andrea Riffeser Monti, esprime in una nota soddisfazione per la decisione della maggioranza di Governo – ripetutamente sollecitata dagli editori di giornali – di avviare in Parlamento il confronto per definire una nuova legge sul sistema dell’informazione che tenga conto delle profonde trasformazioni e degli stravolgimenti intervenuti nel settore.
