
Corti islamiche, registro nozze, ordinamento civile vicino all tradizione dell’Islam”, queste sono le richieste avanzate dalle varie organizzazioni islamiche.
Dalle corti islamiche al registro per le nozze fino ad un ordinamento più vicino alle esigenze della tradizione musulmana, a questo mirano i capi delle suddette organizzazioni.
Introdurre dei pezzi di sharìa in Italia, questo pare il senso delle ultime proposte.
Non di «voci» qualsiasi si tratta, o di commenti postati chissà dove in rete, ma di proposte organiche, elaborate su quello che si presenta come uno dei maggiori organi di informazione del mondo islamico in Italia: il portale «La Luce»
La trasmissione televisiva “fuori dal coro”, con una magistrale inchiesta giornalistica ha documentato come a Roma, nelle 50 moschee, diciamo non “regolari”, esistono già oggi dei tribunali islamici.
In questa epoca di vittimismo esasperato, e spesso ingiustificato da parte di tante minoranze, concedere un pezzo di unghia pone il pericolo che poi vogliano il dito, indi il braccio e magari reclamino la persona come loro sacrosanto ed inalienabile diritto.
In Italia si può arrivare al rischio di una comunità “parallela”, che non si integra, ed anzi prepara a detta degli intervistati, una guerra santa, contro gli italiani infedeli.
Non si tratta di questioni astratte, ma di matrimoni, divorzi, affidamenti dei figli, problemi con un impatto concretissimo sulla vita di un gran numero di famiglie (in Italia, solo i musulmani residenti sono circa un milione e mezzo).
Nei prossimi anni per integrare al meglio il popolo islamico ormai cittadini di seconda o terza generazione, le leggi nel nostro stato dovranno tener conto di questa presenza, con il rischio così, allo stesso tempo, di una lenta ma costante accettazione delle regole della sharia anche nel nostro Paese.
La specificità della legge islamica, è tale che difficilmente potrà essere recepita da una società che ormai accetta quasi tutto ma non, ad esempio, la poligamia, o la discriminazione, tra uomo o donna.
La prossima mossa da parte degli islamici, a mio avviso sarà quella di costituire un “partito islamico”,
La fede non rinuncerà sicuramente ad avere una dimensione politica e attualmente si trova di fronte “un diritto civile italiano considerato inadeguato“, rispetto alle tradizioni e consuetudini islamiche.
Per cui il forte rischio che nel prossimo futuro delle corti islamiche possano gestire matrimoni, registri e ordinamenti anche in Italia, è tutt’altro che impossibile a realizzarsi.
