
Già all’inizio di questa legislatura si era capito che al Parlamento Europeo esiste una maggioranza di destra che tiene dentro Popolari, Liberali, ECR, altri due gruppi di estrema destra (i Patrioti e Europa delle Nazioni Sovrane) e alcuni parlamentari indipendenti.
Si parla di ‘maggioranza Venezuelana’ da quando a settembre il Ppe voto’ con Ecr, Patrioti (il gruppo di Fidesz, Lega, Rassemblement National e Vox) ed Europa delle Nazioni Sovrane (Alternative fur Deutschland) un testo in cui si chiedeva il riconoscimento Ue di Edmundo Gonzalez Urrutia come legittimo presidente del Venezuela.
Ieri in quel di Bruxelles, ha esordito questa nuova maggioranza su un provvedimento infatti a sostegno di una serie di emendamenti del Partito popolare alcuni dei quali annacquano le regole rispetto al testo originario e rispetto allo stesso testo adottato dal Consiglio europeo (cioe’ i governi), hanno votato pressocche’ integralmente i gruppi a destra del Ppe, cioe’ Ecr e Patrioti.
Il gruppo dei Verdi ha chiesto alla Commissione di ritirare la sua proposta e si è dichiarato molto preoccupato che otto emendamenti su nove del Ppe siano stati approvati perché «sventrano il regolamento sulla deforestazione dell’Ue».
Tra gli emendamenti passati a maggioranza quello che introduce una nuova categoria di paesi che “non presentano alcun rischio” in materia di deforestazione, in aggiunta alle tre categorie esistenti di rischio “basso”, “standard” e “alto”.
I paesi classificati come “senza rischio”, definiti come paesi con uno sviluppo stabile o crescente delle aree forestali, sarebbero soggetti a requisiti significativamente meno rigorosi.
Per la prima volta su un testo legislativo non viene confermata la maggioranza che ha sorretto la nomina di Ursula von der Leyen a presidente della Commissione per un secondo mandato e cio’ avviene su uno dei tanti aspetti del Green Deal e mentre si e’ complicata la partita parlamentare sulla valutazione dei vicepresidenti della Commissione designati e sul voto finale all’intero collegio Ue il 27 novembre.
I gruppi più a sinistra sono molto infastiditi da questo legame sempre più forte ed evidente fra ECR e Popolari, che è stato rivendicato apertamente dal capogruppo del Partito Popolare Europeo, il tedesco Manfred Weber.
Comunque voglio far notare che una maggioranza pre- costituita nel trattato e nei regolamenti della Ue non esiste , infatti le maggioranze si formano di volta in volta sui dossier.
L’obiettivo dei Popolari è quello di costringere il governo spagnolo a sostituire Ribera e redistribuire le competenze in modo che i Socialisti non esprimano un commissario con due deleghe così influenti.
Invece l’obiettivo dei socialisti è convincere von der Leyen a togliere la carica di vicepresidente a Fitto e renderlo un commissario “semplice”, per evitare che la Commissione e la maggioranza si spostino troppo a destra.
“O passano tutti, o cadono tutti“
