La più grande impresa di Elon Musk non sarebbe quella di arrivare sulla luna, bensì aver trasformato in sovranista il centrosinistra.

In questo caso il miliardario americano è stato tirato in ballo nel corso delle Comunicazioni al Senato di Giorgia Meloni in vista del Consiglio Europeo di domani e dopodomani (19-20 dicembre).

Il sovranismo considerato dal Pd “un tabù” sventolato dai populisti di mezza Europa e che adesso, invece, diventa funzionale ad attaccare il governo di centrodestra.

Dopo le parole di vicinanza a Trump, pronunciate alla Camera ieri, Meloni difende dunque il patron di Tesla e la propria onorabilità. “Non consento ingerenze a nessuno” la replica della premier a chi paventa intromissioni provenienti da oltre Atlantico.

Il tema di Elon Musk – ha proseguito Meloni – si è posto all’indomani del sostegno di Elon Musk alla candidatura di Donald Trump, io non ragiono così, non consento ingerenze a nessuno.

“Su Elon Musk, al quale dite che abbiamo dato un ‘protettorato morale del nostro Paese’, non so che film avete visto – spiega la premier – Abbiamo visto negli anni dei leader italiani che quando avevano un buon rapporto con un leader straniero dovevano seguire pedissequamente quello che facevano.

Ma l’Italia è stata la prima nazione in Europa a regolamentare l’attività dei privati nello spazio. Io posso essere amica di Elon Musk e allo stesso tempo presidente del primo governo che ha regolamentato l’attività dei privati nello spazio. Ho buoni rapporti con un sacco di gente ma non prendo ordini da nessuno. Io sono una donna libera”.

Alla senatrice del Pd Malpezzi dico che sono contenta che siate diventati sovranisti e difendiate la sovranità italiana dalle ingerenze straniere”.

Di Admin

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