
- Il 16 settembre 1992, passato alla storia come Black Wednesday, George Soros ha fatto il colpo grosso della sua vita ed è diventato ultra ricco.
- Con una doppia geniale manovra al ribasso contro la lira e la sterlina ha causato l’espulsione delle due monete dal Sistema monetario europeo.
- Analizzare cosa è accaduto allore è più che utile, è necessario. Soprattutto perché in certe condizioni una potente ondata ribassista sugli strumenti finanziari di Roma potrebbe accadere oggi.
All’inizio degli Anni 90 la lira era nella banda larga dello Sme e, non si capisce ancora il perchè; l’allora Governatore della banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi, decise di spostarla nella banda stretta per darle forza.
Per dare forza alla lira, però, lo Stato avrebbe dovuto offrire alti tassi d’interesse.
Subito dopo, l’agenzia di rating Moody’s declassò la moneta italiana e ne conseguì il violento attacco speculativo nel settembre del ’92, che portò il governo Amato a svalutare la lira del 30% con un costo di 14 mila miliardi da parte della Banca d’Italia.
George Soros, dopo aver attaccato l’economia inglese vendendo allo scoperto circa 10 miliardi di sterline, approfittando di un momento di instabilità della Banca d’Inghilterra, decise di replicare l’operazione contro il nostro Paese, vendendo allo scoperto la lira.
Il 13 settembre 1992 poi il governo Amato fu costretto ad annunciare l’uscita della lira dal sistema monetario europeo (SME) e ad accettare una significativa svalutazione, di fatto imposta dalla Germania.
Non contento, nel 1997, lo stesso Soros fu artefice di altri due attacchi speculativi effettuati con lo stesso modus operandi: una al baht thailandese ed una al ringgit malese.
Il finanziare usa parte dei suoi proventi per effettuare grandi donazioni a cause a lui care, molto probabilmente per ctornaconto personale: donò 400 mila dollari per finanziare il referendum in Massachussetts per la decriminalizzazione delle droghe e dona circa 4 milioni di dollarri all’anno alla Drug Policy Alliance, un’organizzazione che promuove la legalizzazione della cannabis; viene inoltre visto come figura allienata alla famiglia Rothschild ed associato a molti movimenti rivoluzionari come la rivoluzione arancione in Ucraina, la primavera araba, il movimento verde in Iran ed ai gruppi dissidentei Femen e Pussy Riot in Russia, oltre che finanziatore dell’attuale sistema di gestione dell’immigrazione.
Questi movimenti gli permetterebbero di creare nuove situazioni dove poter speculare; ad avvalorare queste tesi vi sono le migliaia di e-mail ottenute dopo aver hackerato i server della Open Society Foundations pubblicata dal sito DC Leaks nell’agosto del 2016, tra cui vi è la lista dei nomi dei beneficiari delle sue donazioni.
Nel 1999 l’economista premio Nobel Paul Krugman definì così l’”effetto Soros”:
“Nessuno che abbia letto una rivista d’affari negli ultimi anni può ignorare che in questi giorni ci sono davvero investitori che non solo spostano denaro in previsione di una crisi monetaria, ma effettivamente fanno del loro meglio per innescare tale crisi per divertimento e profitto. Questi nuovi attori sulla scena non hanno ancora un nome standard; il termine che propongo è ‘Soroi’.”
l’Università di Bologna, la più antica università al mondo, lo premiò nel 2011, con una laurea in economia ad honoris causa proprio per l’attacco sferrato ai danni dell’Italia nella speculazione contro la lira.
La cerimonia si svolse in presenza di Romano Prodi (che di Soros presentò anche l’edizione italiana del libro autobiografico) e fu presieduta da Stefano Zamagni, stretto collaboratore dello stesso Prodi.
Viene spontaneo chiedersi come si possa pensare di insegnare educazione finanziaria ed ancor più come si possa credere di trasmettere valori etici, culturali e civili tramite l’università, che ne dovrebbe essere la massima espressione, se la più antica università del mondo premia con una laurea ad honoris causa chi danneggia Stati e cittadini tramite speculazioni finanziarie e movimenti affiliati; considerando inoltre che il tutto è avvenuto con il benestare di alte cariche politiche, statali e culturali.
