
In pochi sanno quello che faccio per vivere.
Per anni sono stato (e lo sono ancora) a capo degli investimenti della multinazionale dove lavoro, ed ho fatto per diverso tempo anche il Direttore Operativo dell’azienda.
Da poco, ho deciso di trasferirmi, e perciò ho rinunciato al lavoro di Direttore Operativo, ma sono rimasto in azienda come “consulente”, portando avanti i progetti ai quali mi dedicavo anche prima.
Con ciò, quello che voglio dire è che per capire Trump, bisogna avere un occhio nel mondo del business, e non solo nella politica.
Perché Donald Trump non è un politico, e come tale bisogna prenderlo.
Cerchiamo di mettere in chiaro alcune cose: Le persone non hanno mai visto politici come Trump, perciò quando guardano, leggono o sentono quello che Trump dice, specialmente se le informazioni le prendono da testate propagandistiche (la sinistra di oggi fa di tutto per esserlo), si indignano.
Credono alle parole dei giornali o delle TV, senza farsi domande, e siccome Trump ha detto una certa cosa, nel suo modo di fare, lo fa stare sotto una luce negativa, perché, basta non far sentire l’intero contesto, e si, forse ci sarebbe di cosa indignarsi.
Perciò al primo posto, consiglio a tutti, sempre, di ascoltare TUTTO quello che Trump dice, e specialmente informarvi del contesto preciso.
In secondo luogo, Trump non è un pazzo, non è uno svasato, non è un razzista, misogino, nazista, Hitler, o qualsiasi altra invenzione dei giornali.
Trump è uno che ama profondamente l’America, e ne fa gli interessi!
Fare gli interessi dell’America, vuole dire stare dalla parte del popolo americano.
A lui non interessano le guerre, non vuole il male di nessuno, non vuole intromettersi nei governi esteri, e non gli interessa di usare le leve del potere che i Democratici ed anche i Repubblicani del passato hanno usato.
Crede fermamente nella giustizia, nella libertà di parola, ma anche nel famoso FAFO (fuck around and find out) che non ha una traduzione diretta (almeno io non la conosco) ma sarebbe come dire “Chi la fa, l’aspetti” o ”Se cerchi guai, li trovi” o qualcosa di simile (spero di aver reso l’idea).
Vuole a tutti gli effetti che l’America sia forte, prospera e ricca!
Ditemi voi che c’è di male quando un leader di un paese vuole il meglio per il proprio paese.
Magari se in Europa avreste gente al governo che ama davvero il proprio paese.
Quello che però Donald Trump è, e lo fa magnificamente, è il troll!
Esatto, quello che viene e ti prende in giro, ti fa sentire come uno scarafaggio, e ci ride sopra.
Trump è un maestro dell’arte del troll!
In ogni caso, per capirlo, bisogna analizzare bene quello che dice, e quello che fa, ed io vi farò un paio di esempi i quali sono stati riportati globalmente.
Donald Trump non sta trollando solo per il gusto di farlo. Certo, adora far infuriare i media e vederli perdere la testa, ma c’è sempre (SEMPRE) una strategia più profonda in gioco.
Che si tratti di lanciare idee folli o fare dichiarazioni audaci, le sue provocazioni sono pensate e progettate (nel vero senso della parola) per forzare l’azione, riformare i dibattiti e mettere l’America al primo posto. E a dire il vero funziona meglio di quanto chiunque voglia ammettere.
Partiamo con ordine…
Groenlandia: L’Affare Immobiliare Definitivo
Quando Trump ha “casualmente” menzionato l’idea di comprare la Groenlandia, i media sono impazziti. “Ha perso la testa!”, “E pazzo”, “Maniaco”….
Ma analizziamolo.
La Groenlandia è un’isola enorme e ricca di risorse, strategicamente situata tra il Nord America e l’Europa. Geograficamente fa parte del Nord America, e gli Stati Uniti hanno da tempo interessi difensivi lì. Suggerendo di comprarla, Trump non stava solo facendo l’eccentrico, ma stava sottolineando la sua importanza.
All’improvviso, tutti parlano del valore strategico della Groenlandia, del colonialismo danese e delle esigenze di difesa degli Stati Uniti. Il governo danese è andato in tilt, ma Trump ha ottenuto l’attenzione del mondo.
I politici danesi lo hanno accusato di immischiarsi nei loro affari.
Trump ha replicato, sottolineando che la Danimarca è un piccolo paese con una certa storia coloniale. “Mi state facendo la lezione sul colonialismo?” ha detto. “Guardate la Groenlandia, è molto più vicina agli Stati Uniti che alla Danimarca, ed è in Nord America.
Forse dovrebbero essere le persone della Groenlandia, quelle che in Groenlandia ci vivono, a decidere il loro futuro.” È stata una lezione magistrale nel ribaltare la situazione ed esporre l’ipocrisia.
Missione compiuta.
Canada: Pagate o Cambiate
I commenti di Trump sul Canada sono un altro classico esempio.
Ha criticato i nostri vicini del nord per non pagare la loro giusta quota dei costi della difesa, nascondendosi sotto l’ombrello nucleare degli Stati Uniti mentre commercialmente il Canada con il governo attuale, sta a tutti gli effetti pendendo verso la Cina e gli sta facendo fare affari d’oro, invece di farlo con il primo vicino, gli Stati Uniti.
Ha persino scherzato sul rendere il Canada il 51esimo stato. Sembra ridicolo, vero?
Ma ha fatto parlare della vera questione: accordi commerciali iniqui, frontiere aperte e chi sta effettivamente pagando per mantenere il Nord America al sicuro. Trump non si limita a evidenziare i problemi, ma costringe tutti gli altri ad affrontarli.
Panama e Cina: L’Ipocrisia Lampante
Trump non si è fermato al Canada. Ha criticato Panama per aver permesso alla Cina di guadagnare influenza nel Canale di Panama, una via d’acqua critica per il commercio globale. “Siete contro l’imperialismo?”
ha sostanzialmente detto Trump. “Beh, avete permesso ai cinesi dio gestire Panama a loro piacimento. Sono peggio di noi.”
Bisogna ricordare che il canale di Panama è stato finanziato e costruito dagli Stati Uniti. Alla fine della costruzione è stato “dato” in gestione a Panama, con un accordo bilaterale, dove gli Stati Uniti avrebbero continuato ad aiutare Panama nella manutenzione del canale, che però doveva dare alle navi Statunitensi precedenza, ma anche farle pagare meno.
Gli Stati Uniti hanno sempre pagato!
Ma oggi il canale è di fatto controllato dalla Cina, dove le navi cinesi non pagano quasi nulla, ma quelle americane pagano quasi il doppio del normale.
Non va bene!
È stata una mossa audace, ma ha evidenziato l’ipocrisia dei paesi che criticano gli Stati Uniti mentre si avvicinano alla Cina.
Il Dibattito sui Visti H-1B: Ha messo gli Americani al Primo Posto
La posizione di Trump sui visti H-1B è un altro esempio del suo troll strategico.
(I visti H-1B sono un tipo di visto di lavoro progettato per consentire ai datori di lavoro di assumere lavoratori stranieri in occupazioni specializzate). Ha criticato le aziende per portare lavoratori stranieri a fare lavori semplici ed anche umili, che gli americani possono fare, riconoscendo al contempo la necessità di talenti altamente qualificati.
Elon Musk e altri nella Silicon Valley hanno reagito, ma il messaggio di Trump ha risuonato con milioni di americani che si sentono lasciati indietro dalla globalizzazione.
Forzando il dibattito, Trump ha evidenziato la necessità di un approccio differente e più equilibrato che metta i lavoratori americani al primo posto.
Il Golfo del Messico contro il Golfo d’America
Poi c’è stato il cambiamento del nome della parte americana del Golfo del Messico in “Golfo d’America”. Scoppia il caos. Ma ecco il punto: la costa statunitense lungo il Golfo è di circa 2.700 chilometri, più o meno la stessa lunghezza di quella messicana.
Il punto di Trump non era solo geografico; era affermare l’influenza americana in una regione in cui l’America ha interessi significativi.
Quando il Messico si è infuriato, si è aperta la porta a negoziati su questioni come la sicurezza delle frontiere e il commercio.
Ma non solo.
E questo è molto importante, Biden prima di andarsene ha emesso una decisione esecutiva nel gennaio 2025 (appena prima di uscire dalla Casa Bianca), vietando nuove trivellazioni di petrolio e gas su 625 milioni di acri di oceano (circa 2.500.000 km2) di acque costiere degli Stati Uniti e il Golfo del Messico.
Con tale decisione ed il cambio del nome, Trump ha semplicemente aggirato quello che Biden ha fatto
Le idee “folli” di Trump, non così folli quando si vedono i risultati.
Il Movimento MAGA
Il troll di Trump non riguarda solo la politica estera, ma riguarda anche l’ampliamento del Partito Repubblicano. Ha portato numeri record di giovani, neri, ispanici ed elettori democratici delusi. Lanciando idee come tagli fiscali per veterani, primi soccorritori e lavoratori della classe media, ha toccato questioni che risuonano con gli americani comuni.
E mentre i media di partito si concentrano sui suoi commenti “scandalosi”, Trump sta costruendo una coalizione che potrebbe ridefinire la politica americana per decenni.
E Funziona!
Trump non gioca secondo le vecchie regole politiche.
Mentre altri politici camminano in punta di piedi su argomenti delicati, vendono bugie e si rimangiano la parola, Trump entra in scena come un toro in una cristalleria.
Dice ad alta voce ciò che gli altri pensano in silenzio, e questo fa impazzire l’establishment.
E funziona davvero.
Che si tratti di denunciare l’influenza cinese, prendere in giro il colonialismo danese o costringere il Canada a pagare la sua giusta quota, Trump usa umorismo, ironia e pura audacia per spostare il dibattito. E molto spesso, ottiene risultati.
I critici amano liquidare Trump come un chiacchierone o un pagliaccio (ed anche io l’ho fatto, fino a quando non ho iniziato ad ascoltare attentamente ed analizzare quello che faceva), ma stanno perdendo di vista il quadro generale. Il suo troll non riguarda solo ottenere attenzione, ma riguarda riformare il dibattito.
Prende questioni ignorate per decenni e le mette in primo piano.
E mentre i media sono occupati a impazzire per il suo ultimo commento da prima pagina, lui è già passato alla prossima battaglia.
Alla fine, l’approccio di Trump è una lezione magistrale di strategia politica.
Sa come infastidire le persone, ma sa anche come ottenere risultati reali e tangibili.
Che lo si ami o lo si odi, non si può negare una cosa: ha cambiato le regole del gioco.
E mentre i democratici sono occupati a cercare di tenere il passo, Trump è già tre mosse avanti.
Dite quello che volete su Trump, ma la sua capacità di dominare la conversazione e forzare l’azione è ineguagliabile.
Mentre la sinistra passa il tempo a rinominare edifici e cancellare la storia, Trump riscrivere le regole del gioco.
