Di Rivera White F. Corrispondente US

Washington Dc

Pam Bondy Attorney general

Washington, D.C. – L’attesa potrebbe essere finita. Dopo anni di segreti, battaglie legali e pressioni politiche, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sotto la guida del Procuratore Generale Pam Bondi, si prepara a rilasciare una serie di documenti chiave legati a Jeffrey Epstein. Questi file, attesi per la pubblicazione già giovedì, potrebbero esporre figure di spicco del mondo politico, economico e dell’intrattenimento, con conseguenze potenzialmente devastanti.

“Domani potrebbe essere il giorno in cui il mondo finalmente vedrà questi documenti. Ci sono molte informazioni scioccanti su chi era coinvolto,” ha dichiarato Bondi a Fox News, confermando che il suo ufficio sta finalizzando la revisione dei registri di volo, degli elenchi di clienti e delle corrispondenze private di Epstein.


Jeffrey Epstein: L’uomo dietro lo scandalo

Jeffrey Epstein, ex gestore di hedge fund e figura influente nei circoli dell’élite finanziaria e politica, aveva costruito la sua fortuna offrendo servizi di consulenza a miliardari come il magnate del retail Leslie Wexner e il finanziere Leon Black. Possedeva un vasto impero immobiliare, tra cui una lussuosa villa a Manhattan, una tenuta a Palm Beach, un ranch nel New Mexico e, soprattutto, l’isola di Little St. James nelle Isole Vergini Americane, tristemente nota come “l’isola degli orrori”.

Dietro la sua immagine di uomo d’affari si celava però una rete internazionale di traffico sessuale. Epstein reclutava giovani ragazze, molte delle quali minorenni, promettendo opportunità e supporto economico per poi sfruttarle e abusarle.

Arrestato nel luglio 2019 con accuse di sfruttamento sessuale e traffico di minori, Epstein è morto un mese dopo nel carcere federale di Manhattan in circostanze ufficialmente classificate come suicidio. La sua morte ha immediatamente alimentato teorie del complotto e dubbi sulla volontà delle autorità di rivelare tutti i dettagli della sua rete di contatti.


Bill Gates e il tentativo di ricatto di Epstein

Tra le personalità legate a Epstein emerge anche il nome di Bill Gates. Sebbene i legami tra i due fossero già noti, un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato che Epstein tentò di ricattare il fondatore di Microsoft.

Tutto inizia nel 2010, quando Gates incontra la giocatrice di bridge russa Mila Antonova. Tre anni dopo, Epstein paga per la sua iscrizione a una scuola di programmazione. Nel 2017, quando Gates rifiuta di investire in un fondo filantropico da miliardi di dollari che Epstein stava cercando di creare con JPMorgan, il finanziere gli invia un’email chiedendo il rimborso della somma versata per Antonova.

Il messaggio era chiaro: se Gates non avesse mantenuto i rapporti con lui, Epstein avrebbe potuto rivelare la sua relazione extraconiugale.

Un portavoce di Gates ha dichiarato che il loro rapporto era esclusivamente filantropico, aggiungendo che Epstein, non riuscendo a coinvolgere Gates nei suoi affari, aveva tentato inutilmente di ricattarlo. Successivamente, Melinda French Gates, ex moglie del miliardario, ha rivelato che la relazione tra suo marito ed Epstein è stata uno dei motivi che hanno portato al loro divorzio.


La battaglia per la trasparenza: il Senato chiede la pubblicazione dei documenti

La senatrice Marsha Blackburn (R-Tenn.) è una delle principali sostenitrici della pubblicazione integrale dei file Epstein. Ha richiesto che vengano resi pubblici i registri di volo completi degli aerei privati di Epstein, i documenti finanziari non censurati, tutte le prove relative a Ghislaine Maxwell (già condannata per traffico di minori) e le riprese delle telecamere di sorveglianza delle proprietà di Epstein.

“Questa non è una questione di gossip. È una questione di giustizia. Il traffico di esseri umani è un’industria da 150 miliardi di dollari all’anno e la rete di Epstein ne era un ingranaggio centrale. Dobbiamo smantellarla pezzo per pezzo e assicurarci che nessuno resti impunito,” ha dichiarato Blackburn.



Il mistero del patrimonio di Epstein: chi ne beneficia?

Quando Epstein è morto, il suo patrimonio era stimato in 600 milioni di dollari. Gran parte di questi fondi è stata destinata a risarcire le vittime e a coprire spese legali. Tuttavia, un recente deposito presso un tribunale delle Isole Vergini Americane ha rivelato che l’IRS ha emesso un rimborso fiscale di 111,6 milioni di dollari, facendo salire il valore residuo dell’eredità a 145 milioni di dollari.

Ma questi soldi non finiranno nelle mani delle vittime. I beneficiari, secondo i documenti legali, includono gli esecutori testamentari di Epstein, Richard Kahn e Darren Indyke, rispettivamente suo contabile e avvocato personale. Entrambi sono sotto indagine per aver facilitato il traffico di minori organizzato da Epstein.

Un altro beneficiario noto è Karyna Shuliak, ultima fidanzata di Epstein prima del suo arresto, che dovrebbe ricevere 4,65 milioni di dollari in beni personali.

Il vero enigma rimane però il 1953 Trust, il fondo istituito da Epstein due giorni prima della sua morte, il cui contenuto e beneficiari restano in gran parte ignoti.



Cosa succederà ora?

La pubblicazione dei file Epstein potrebbe scatenare una tempesta politica e giudiziaria senza precedenti. Molti si chiedono quali nomi di alto profilo compariranno nei registri e se saranno presi provvedimenti legali contro di loro.

L’amministrazione Trump ha promesso di rilasciare tutti i documenti relativi a Epstein, insieme ai file JFK e MLK, come parte di un’operazione di declassificazione più ampia. Il 26 marzo, la Camera dei Rappresentanti terrà un’udienza pubblica per discutere la pubblicazione di questi materiali.

Pam Bondi ha ribadito che nessun individuo coinvolto nei crimini di Epstein sarà protetto e che la trasparenza sarà totale.

“Non proteggeremo i predatori,” ha affermato. “Questa è una battaglia per la verità e per la giustizia. Le vittime meritano risposte.”

Il mondo è in attesa. Sapremo finalmente tutta la verità o i poteri forti riusciranno ancora una volta a insabbiare tutto?

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