De Ficchy Giovanni
Esperto di Geopolitica

Al di là di tutte le considerazioni economiche che si possono fare, validissime, che porterebbero a credere che la Cina abbia interesse alla vittoria dell’Occidente perché l’Occidente è il suo miglior cliente e fornitore di tecnologie avanzate, c’è una valutazione politica che ha il sopravvento.
La Russia ha un sistema politico/sociale (un mix fra socialismo / capitalismo / tirannia / nazionalismo) che è molto simile a quello cinese. Non uguale, sia chiaro.
Solo simile.
La Cina non ha interesse acché il mondo (e il proprio popolo…) si renda conto che quel sistema è fallimentare, non è in grado di reggere il confronto con la NATO e non riesce a piegare nemmeno una nazione confinante molto più piccola e molto meno armata.
Alla Cina conviene che la Russia resti un forte avversario dell’Occidente perché alla Cina conviene il giochetto che è ben descritto dal modo di dire “fra i due litiganti, il terzo gode”.
E poi, c’è la questione di Taiwan.

Se l’Occidente non riesce ad impedire che la Russia si allarghi a spese dell’Ucraina, come potrà impedire che la Cina si riprenda Taiwan che, in fondo, è proprietà cinese?
Alla Cina, a parer mio, conviene una vittoria territoriale russa (spendibile a livello di politica internazionale e di opinione pubblica interna) a fronte di un pesante colpo alle sue capacità militari, utile a spalancare alla Cina quei mercati (in materia di esportazioni militari) che sino a ieri erano monopolizzati da Mosca.
Ma questo è solo un mio pensiero basato sulla mia logica personale, che è poi una logica di pensiero occidentale.
I cinesi hanno un loro modo di ragionare e potrebbero pensarla in modo totalmente differente.
Noi facciamo fatica a programmare le nostre mosse con una visione che vada oltre il breve / medio termine.
I cinesi, al contrario, pianificano tutto in una prospettiva a lunghissimo termine che solo loro comprendono e conoscono.
Se nessuno dei due contendenti vince e lo scontro si protrae entrambi perdono terreno rispetto la Cina sia economicamente, che in politica internazionale, e intanto la Cina rimpingua il suo apparato bellico.
B) Se la Russia implode, la Cina può approfittarne accaparrandosi Siberia, Artico e paesi Stan ex-URSS.
C) Se la Russia tiene, la Cina può vedere distrutta la credibilità USA e vedere indebolità l’unità occidentrale.

D) Se l’Occidente perde, la Russia può dimostrarsi un vicino ingombrente, ridondante e difficile da gestire, ma esiste la possibilità di usarlo come braccio armato, restando fermi e tranquilli i cinesi, e dunque acquisire ruolo di garante e scalare le gerarchie di stato-potenza in diplomazia internazionale, salvaguardando il poprio arsenale e, soprattutto, senza spendere un Reminbi uno dei propri, per ottenere tale beneficio.
E intanto l’Occidente implode.
E) Se però l’Occidente implode, altrettanto fa anche la Cina e va tutto a carte e quarantotto, quindi, ormai, dopo che l’idea di veder sfilare i carri di Putin a Kiev con gli ucraini che sventolano la bandiera russa è tramontata, alla Cina l’ipotesi schacciante vittoria Russa non piace così tanto.
Conclusione: più male si fanno e più dura il conflitto, senza vincitori né vinti, e più ci guadagna la Cina.
Il tutto, senza che ciò implichi il caos in Russia, che i cinesi temono possa derivare dal conflitto perso malamente.
Il che, un minimo vale anche per gli USA, che non vogliono vedere dissolta la Federazione russa perché non hanno un piano per questa opzione, come temono risulti ben più pericolosa di una Russia unita sotto lo Zar di turno.
Magari ecco, uno che non sia Putin potrebbe andare, a patto che siano almeno almeno interpellati e non sia una cosa tutta russa che porta al vertice qualcuno peggio di quello che c’è.
E lo stesso varrebbe per la Cina, vorrebbero voce in capitolo; diplomatica s’intende, com’è per gli USA stessi, rispetto il regime-change derivante dall’allontanamento di Putin.
Ragion per cui, sia la Russia che l’Occidente devono darsele di santa ragione in ucraina ma senza vinti né vincitori.
Il problema è che TRUMP eletto e senza chiudere il conflitto non la sfanga, e che contemporaneamente la Cina rischia comunque un maggior ostracismo se non si discosta dalla Russia più di ciò che ha fatto finora, perché col cavolo che l’Occidente e TRUMP gli lasciano fare il giochino del: tra i due litiganti io Cina ne giovo.
E’ molto una questione di tempistiche quindi, si gioca a chi ci rimetterà di più, a breve, medio e lungo termine, su stime inesistenti e ondivaghe, che rischiano di diventare da opportunità dei boomerang.
E quindi si naviga a vista e speriamo io me la cavo o giù di lì.
Tradotto, per ora non cambia nulla.
Se non appunto, il fatto che alla Cina non sarà concesso oltre, come non lo so, di ingrassare solo osservando gli altri darsele.
