By Rivera,White FR.

Corrispondente US,Washington DC

10 marzo 2025 – Ultim’ora

La Siria è sprofondata in un nuovo incubo di violenza, e il mondo guarda altrove. Nelle ultime 24 ore, almeno 300 cristiani sono stati massacrati in attacchi mirati condotti da gruppi jihadisti legati a Hay’at Tahrir al-Sham (HTS) e ad altre milizie estremiste. Intere famiglie bruciate vive, donne stuprate e poi assassinate, corpi smembrati e trascinati per le strade come monito alla popolazione locale. Fonti locali e video circolati nei canali di monitoraggio confermano la brutalità degli attacchi, paragonabili alle peggiori atrocità dello Stato Islamico nei primi anni del conflitto siriano.

Il massacro dei cristiani e delle minoranze: esecuzioni di massa e torture

Gli attacchi più sanguinosi si sono verificati nei villaggi di Jdeidat Artouz e Maalula, storici centri cristiani della Siria, e nelle periferie di Tartus e Latakia. Le immagini che circolano nei circuiti internazionali mostrano corpi carbonizzati e decapitazioni eseguite in pubblico, nel totale silenzio della comunità internazionale. Testimoni raccontano di jihadisti che irrompono nelle case, sequestrano famiglie intere e giustiziano uomini e donne senza pietà, a volte costringendo i bambini ad assistere agli omicidi prima di essere a loro volta uccisi.

Alcuni sopravvissuti parlano di metodi di tortura agghiaccianti: elettroshock, mutilazioni e brutalità indicibili sui corpi delle vittime. Molti vengono impiccati o arsi vivi dopo essere stati cosparsi di benzina. Alcuni prigionieri sono stati legati a veicoli e trascinati per chilometri fino alla morte. Un sacerdote cristiano di 68 anni è stato costretto a negare la sua fede davanti alla telecamera prima di essere fucilato a sangue freddo.

Secondo le prime ricostruzioni, i responsabili del massacro sarebbero miliziani jihadisti affiliati a Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), gruppo nato dall’ex Fronte al-Nusra, legato ad al-Qaida. La retorica islamista estremista si è intensificata nelle ultime settimane, con chiamate aperte alla “purificazione” delle città dai “miscredenti”. I canali Telegram usati dai jihadisti parlano esplicitamente di “annientare le minoranze” e “ripristinare la purezza islamica” nella regione.

Europa e USA, occhi chiusi sui massacri? Le accuse contro la CIA

Mentre in Siria si consumano atrocità degne di un genocidio, l’Europa e gli Stati Uniti restano in silenzio. La stampa mainstream copre marginalmente la notizia e nessun leader europeo ha rilasciato dichiarazioni ufficiali di condanna. La Francia è l’unico Paese che ha pubblicamente denunciato le violenze, mentre Germania, Italia e Regno Unito restano immobili. Anche il Vaticano, tradizionalmente attivo nella difesa delle comunità cristiane in Medio Oriente, non ha ancora rilasciato una presa di posizione ufficiale.

Nel frattempo, crescono le accuse contro l’intelligence occidentale. Alcune fonti vicine alla sicurezza mediorientale suggeriscono che la CIA avrebbe avuto un ruolo nel riarmo di alcuni gruppi islamisti operativi in Siria. Secondo un’inchiesta pubblicata da Al Jazeera, l’agenzia americana avrebbe sostenuto indirettamente le milizie jihadiste per contenere l’influenza russa e iraniana nella regione. Questo solleva interrogativi inquietanti: il caos in Siria è una conseguenza di una strategia geopolitica deliberata?

Il terrorismo è alle porte dell’Europa

Mentre in Siria si compiono massacri, l’Europa deve fare i conti con una minaccia sempre più vicina. Secondo fonti dell’intelligence spagnola e italiana, esiste un alto rischio di attentati jihadisti sul suolo europeo nelle prossime settimane. Recentemente, la polizia ha arrestato diverse cellule terroristiche attive in Spagna, Italia e Francia. I sospettati erano in contatto con gruppi attivi in Siria e progettavano attacchi suicidi nei mercati e nei trasporti pubblici delle capitali europee.

Gli analisti avvertono che l’ondata di jihadisti in fuga dalla Siria potrebbe riversarsi in Europa, come già accaduto dopo il collasso dell’ISIS. La Francia ha già innalzato il livello di allerta al massimo grado, mentre altri Paesi dell’Unione Europea stanno rafforzando la sicurezza nei punti sensibili.

Conclusione: una risposta è necessaria, subito

I massacri in Siria non possono essere ignorati. L’Europa non può continuare a voltarsi dall’altra parte, fingendo che il problema non esista. È necessario un intervento immediato della comunità internazionale per fermare la barbarie e garantire protezione alle minoranze perseguitate.

Se questo silenzio persiste, il rischio è che la violenza in Siria si trasformi presto in una minaccia diretta per l’Europa. E allora potrebbe essere troppo tardi per intervenire.

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere