Rivera White, FR

Corrispondente US, Washington DC


Negli ultimi anni, Ursula von der Leyen è diventata una delle figure politiche più influenti d’Europa, ricoprendo il ruolo di Presidente della Commissione Europea. Tuttavia, la sua storia familiare merita un’analisi più approfondita, in particolare il passato di suo padre, Ernst Albrecht, un politico tedesco della CDU con un curriculum costellato da scelte discutibili e legami con figure dell’era nazista.

Chi era Ernst Albrecht?

Ernst Albrecht (1930-2014) è stato un politico di spicco della Germania Ovest. Dopo una carriera come alto funzionario dell’Unione Europea, divenne Ministro Presidente della Bassa Sassonia dal 1976 al 1990. Durante il suo mandato, prese decisioni politiche che suscitano ancora oggi dibattiti e controversie.

Legami con ex nazisti e dichiarazioni inquietanti

Uno degli aspetti più controversi del governo Albrecht fu la scelta dei suoi collaboratori e il trattamento riservato agli ex nazisti.

Hans Puvogel, Ministro della Giustizia: Albrecht lo nominò ministro nel 1976, nonostante il suo passato accademico inquietante. Nella sua tesi di dottorato (1935-36), Puvogel parlava di “criminali ereditari”, di “individui inferiori da eliminare dalla società” e sosteneva che solo chi era “utile alla razza” aveva il diritto di esistere.

Elogi ai veterani della Wehrmacht e delle SS: Nel 1978, il suo vice Wilfried Hasselmann (CDU) tenne un discorso ufficiale davanti all’Associazione dei decorati con la Croce di Cavaliere, un gruppo composto da ex ufficiali della Wehrmacht e membri delle SS. Hasselmann elogiò questi uomini per il loro “coraggio e il loro esempio”, dichiarando che il loro spirito sarebbe stato “una guida per le nuove generazioni”.


Questi episodi indicano chiaramente una tolleranza, se non una simpatia, verso elementi del passato nazista all’interno del governo Albrecht.

Lo scandalo del “Celle Hole”: un finto attacco terroristico

Uno degli scandali più gravi avvenuti durante la sua amministrazione fu l’operazione “Celle Hole” (Loch von Celle).

Nel 1978, i servizi segreti tedeschi, con l’approvazione del governo Albrecht, fecero esplodere un muro della prigione di Celle e attribuirono l’attacco alla RAF (Rote Armee Fraktion), il gruppo terroristico di estrema sinistra. L’obiettivo era giustificare un giro di vite sulla sicurezza e ottenere maggiore controllo sulle opposizioni politiche.
Solo anni dopo si scoprì che era stato tutto orchestrato dal governo stesso, scatenando uno scandalo che scosse la politica tedesca.

L’idea di un “distretto nucleare” e la repressione delle proteste

Albrecht decise di trasformare la zona di Lüchow-Dannenberg in un “distretto nucleare” della Germania Ovest. Scelse Gorleben come sito di stoccaggio per le scorie radioattive, scatenando forti proteste da parte della popolazione locale e degli ambientalisti.

Il governo rispose con una dura repressione, impiegando forze di polizia contro i manifestanti e ignorando completamente il dissenso popolare.

Il peso dell’eredità familiare: cosa significa per Ursula von der Leyen?

Ursula von der Leyen è cresciuta in un ambiente privilegiato, tra le élite politiche tedesche. Suo padre ha rappresentato una visione conservatrice e autoritaria della politica, con legami discutibili e una gestione del potere spesso basata su inganni e manipolazioni.

Oggi, come Presidente della Commissione Europea, von der Leyen difende politiche che riflettono alcuni degli atteggiamenti del padre, come:

Un approccio autoritario alla governance dell’UE, con una tendenza a centralizzare il potere e ignorare il consenso democratico.

Censura e repressione della libertà di parola, come dimostrato dalle recenti iniziative contro i social media e la disinformazione (spesso con un occhio di riguardo per il controllo dell’opinione pubblica).

Stretti legami con l’industria farmaceutica e militare, ricordando il passato del padre come dirigente d’azienda e politico legato a forti interessi economici.


Conclusione: la doppia morale della politica europea

Mentre alcuni politici vengono etichettati come “nazisti” o “pericolosi” senza prove reali (basti pensare alle accuse assurde contro Elon Musk), altri vengono protetti dai media e dal sistema, nonostante abbiano radici familiari e politiche molto più vicine a ideologie discutibili.

Il passato di Ernst Albrecht e la carriera di sua figlia Ursula dimostrano che in Europa esiste una doppia morale: chi appartiene all’élite “giusta” può avere legami con l’era nazista senza conseguenze, mentre chi sfida lo status quo viene demonizzato con etichette infamanti.

Se la politica europea vuole davvero essere trasparente, forse dovrebbe iniziare a fare i conti con il proprio passato e con le vere ombre della sua storia recente.

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