
Il Venezuela è da tempo un’importante zona di transito per la cocaina introdotta di contrabbando dalla guerriglia colombiana, con un governo di sinistra che intratteneva stretti legami con alcuni dei principali avversari degli Stati Uniti, dall’Iran alla Russia.
Il Tren de Aragua prende il suo nome dallo stato di Aragua in Venezuela.
In particolare, nella capitale Maracay si trova il quartiere di San Vincente in cui il gruppo criminale riveste il ruolo di stato di fatto.
In questo quartiere la densità della popolazione è molto elevata, e gli abitanti sono completamente sottomessi al potere del gruppo.
Così la gang deve il suo nome a un sindacato di lavoratori che lavoravano alla costruzione della ferrovia Aragua ma che si sono dedicati a diverse attività criminali, tra cui l’estorsione ai subappaltatori.
El Tren de Aragua è un gruppo criminale nato tra le mura di un carcere venezuelano che oggi terrorizza le strade di Venezuela, Cile, Colombia, Brasile, Perù e si sta infiltrando in tutto il Sudamerica.
La libertà concessa dal governo e le entrate criminali della banda hanno consentito la costruzione di uno zoo, una piscina, un parco giochi, un ristorante, un’arena di combattimento di galli e una discoteca all’interno del carcere.
Per mantenere questa infrastruttura, estorcono denaro ai detenuti: ogni prigioniero paga la “causa”, una quota di circa 15 dollari a settimana, ovvero “3,5 milioni di dollari all’anno”, secondo Rísquez.
Chi non paga viene sottoposto ad atti di violenza, costretto a dormire all’aperto o a mangiare poco o niente.
I business gestiti dal gruppo spaziano dalle estorsioni alla tratta di esseri umani.

Il leader, Héctor Rusthenford Guerrero Flores alias “Niño” Guerrero, ha preso il controllo della struttura a partire dal 2010 quando lo stato venezuelano, per fermare l’incessante aumento di violenza dietro le sbarre, cedette a lasciare il controllo alle bande carcerarie.
La prigione funge da sua base, dove è ben protetto da un esercito di detenuti a suo libro paga.
Guerrero è ufficialmente incarcerato, ma sembra poter andare e venire a suo piacimento, a volte godendosi le spiagge venezuelane su uno yacht, ha rivelato la nostra indagine.
La sua espansione territoriale e la sua capacità di adattamento alla richiesta del mercato lo rende un criminale formidabile.
L’espansione di Tren de Aragua è diventata transnazionale intorno al 2018, quando la banda si è stabilita al confine Venezuela-Colombia tra lo Stato venezuelano di Táchira e il dipartimento colombiano di Norte de Santander, scontrandosi con i principali gruppi criminali colombiani, tra cui l’Esercito di Liberazione Nazionale (Ejército de Liberación Nacional – ELN) e i Gaitanistas (Autodefensas Gaitanistas de Colombia – AGC).
Questa organizzazione criminale ha anche “approfittato” della crisi senza precedenti che il Venezuela sta attraversando dal 2013 per attraversare i confini e stabilire operazioni in almeno “altri otto paesi latinoamericani”.
Il “Treno di Aragua” si è unito anche alle fila delle bande di trafficanti di esseri umani conosciute in America Latina come “coyotes”, oltre a gestire reti di prostituzione con donne venezuelane in Perù, Ecuador e Cile, reclutando nuovi membri in situazioni precarie lungo le rotte migratorie.
I gruppi si sono scontrati per il controllo dei valichi di frontiera clandestini e dei relativi commerci criminali: traffico di droga, contrabbando e migrazione illegale.

I rapporti tra il governo venezuelano e Tren de Aragua sono finiti sotto esame dopo le accuse secondo cui il suo ministro degli Interni potrebbe essere coinvolto in un complotto per assoldare la banda per compiere omicidi all’estero.
