Se non fosse estremamente drammatico, sarebbe certamente ridicolo, quello che succede con l’Europa e la guerra.

Chi sento , sento nella cerchia delle persone che conosco, non si rendono conto di cosa accade in questi ultimi tempi , l’Europa , il lento elefante economico e burocratico , si scrolla di dosso la sua farraginosa indolenza strutturale, per risvegliarsi ,improvvisamente , struttura agile e fortemente impegnata, un soggetto pronto alla pugna e c’è un florilegio d’iniziative ,interne ed esterne alla Comunità, di grande interesse , sotto tutti i fronti e poi c’è il ritorno del figliol prodigo Inglese, che coglie l’occasione , per riaffacciarsi e riaccomodarsi in Europa.

I ” Volenterosi “, che sono tutte nazioni che hanno problemi strutturali e di credibilità nei rispettivi paesi , che si ” riscoprono ” portatori di grandi “imprese e destini”, tentando di dissimulare la loro mancanza di credibilità interna , ecco il vero motivo di questa fretta di voler essere presenti e disponibili, indovina un po’, è l’economia.

A chi fosse sfuggito , con il cambiamento dell’America , le economie mondiali marciano su nuove rotte “commerciali”, bisogna cambiare strada e il “verde” diventa un progetto che si deve accantonare, bene dico io, era un progetto talmente insidioso per le singole economie nazionali da essere pericoloso per la maggior parte dei paesi della Comunità.

Per quanto sopra per salvare la situazione in divenire a livello economico i “Soloni” Europei passano alla ” economia di guerra” e operano una doppia operazione economica , rendono meno pesanti i dazi Americani comprando armi dagli stessi e dall’altra parte salvano le economie dei singoli paesi con la partenza di riciclaggio e riconduzione industriale nell’economia bellica.

La riconversione delle industrie europee in produttori di armi è una vecchia strategia , un sistema che ha sempre funzionato nelle crisi economiche del vecchio continente, e sicuramente funzionerà pure stavolta ,facendo presagire un nuovo boom economico a guerra finita, perchè chi s’illude e marcia per la pace è come se non avesse capito che non è più tempo di moralismi, siamo in economia di guerra , non contano i morti e i feriti, ma gli interessi economici e il nuovo assetto internazionale che ne scaturirà .

In Italia costruiremo le” “panda da guerra” che monterà un cannone da ottantotto millimetri e salveremo ciò che resta della Fiat e i nostri lavoratori del settore e dell’indotto , e per fare un’ altro esempio, il “maggiolino” anfibio con lancia missili e così via per le economie di tutta la comunità e dei paesi “volenterosi” di fare business con questa nuova opportunità bellica.

Le nubi s’addensano e le procelle sono pronte per scaricare fiumi di fuoco e morte, ma tutto presto sarà di nuovo sereno , perché la guerra serve per l’economia e per la ricostruzione, ma questa deve iniziare presto , sennò che affare è se va per le lunghe?

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