A Milano, nella serata di venerdì 21 marzo, in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano, lunghissime tavolate e centinaia di musulmani si sono incontrati per l’ifṭār

L’evento, organizzato da associazioni islamiche locali, ha visto la partecipazione di fedeli provenienti da diverse comunità della città e della provincia. L’ifṭār, il pasto serale che interrompe il digiuno quotidiano durante il mese sacro del Ramadan, è stato un momento di condivisione e di preghiera collettiva.

Tra i presenti, anche rappresentanti delle istituzioni locali e membri di altre fedi, in segno di dialogo interreligioso e di inclusione. La piazza, illuminata per l’occasione, si è trasformata in un luogo di incontro e di festa, animata da canti tradizionali e dal profumo di spezie e cibi tipici del Ramadan

Un’iniziativa che, al di là dell’aspetto religioso, ha rappresentato un’occasione per rafforzare il senso di comunità e per promuovere la conoscenza reciproca tra culture diverse.

. Inaccettabile!

Mentre noi vogliamo difendere la nostra identità e le nostre tradizioni, Pd e compagni si piegano ai musulmani!

Tuona Silvia Sardone, della Lega, e consigliere comunale di Milano.

Chi paga?

Consolato del Qatar e sponsor privati.

L’iftar è il pasto serale consumato dai musulmani che interrompe il loro digiuno quotidiano durante il mese islamico del Ramadan.

L’ifṭār è celebrato dopo aver recitato la salat al-Maghrib (preghiera canonica del Tramonto).

Mentre tutt’intorno regnava un religioso silenzio, un imam, con un ottimo impianto audio, ha intonato un solenne canto del muezzin con “Allah Akbar” che è riecheggiato a lungo e poi il via alle danze.

.I fedeli, raccolti in preghiera, hanno risposto in coro, un’onda sonora che si è propagata per tutta la piazza. Poi, il ritmo è cambiato. Tamburi e flauti hanno preso il sopravvento, e la piazza si è trasformata in un caleidoscopio di colori e movimenti. Uomini e donne, vestiti con abiti tradizionali ricamati con fili d’oro e d’argento, si sono uniti in un ballo vorticoso, un inno alla gioia e alla comunità.

Il profumo di spezie esotiche e di dolci appena sfornati riempiva l’aria, mentre i bambini correvano e ridevano tra la folla, spensierati e felici. Era una festa per tutti i sensi, un’esplosione di vitalità che contrastava nettamente con la quiete precedente.

Una celebrazione che affondava le radici nella storia e nella tradizione, ma che guardava al futuro con speranza e ottimismo.

È il secondo anno consecutivo, che il Ramadan fa chiudere, a Pioltello, la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria nel Milanese.

Le polemiche che s’inseguono hanno provocato l’indignazione della chiesa cattolica locale

. Così i parroci hanno pensato di leggere durante la messa una lettera di solidarietà alla scuola e al preside.

Una decisione che ferisce la nostra identità”, tuonano da più parti. “Non è possibile che per rispettare una festa religiosa si debba sacrificare il diritto allo studio”. E mentre il dibattito infuria sui social e sui media, i fedeli cattolici si stringono attorno alla scuola e al suo dirigente scolastico, bersaglio di attacchi e critiche feroci.

“Siamo vicini a chi si sente smarrito e offeso da questa scelta”, scrivono i parroci nella lettera. “La scuola è un luogo di incontro e di dialogo, non di divisione. Chiudere le porte significa rinunciare ai nostri valori, alla nostra storia”.

Un gesto, quello dei parroci, che vuole essere un segnale di speranza e di unità in un momento di grande tensione.

Ma la polemica è tutt’altro che spenta, e la decisione di chiudere la scuola durante il Ramadan continua a dividere l’opinione pubblica.

Del resto, l’ifṭār si festeggia da anni nella cattedrale di Bristol come in quella di  Southwark, a Londra.

Di Admin

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