
La “presunzione di colpevolezza” è un concetto giuridico che, in realtà, è il contrario di ciò che si dovrebbe presumere: ogni persona è considerata innocente fino a quando la sua colpevolezza non è stata provata legalmente in via definitiva.
La nostra Costituzione all’art. 27, co 2 afferma che “l’imputato [60 ss. c.p.p.] non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Premesso questo, caliamo il concetto nell’attualità.
La leader del Rassemblement National giudicata colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici nell’ambito della vicenda degli assistenti parlamentari europei, secondo una sentenza di primo grado.
Come richiesto dalla procura, la Corte presieduta da Benedicte de Perthuis ha pronunciato per Le Pen una pena che prevede l’ineleggibilità immediata e per i prossimi cinque anni.
Per lei anche una condanna al carcere: quattro anni, due dei quali sospesi.
Non andrà in prigione, ma dovrà portare un braccialetto elettronico.
A meno che una sentenza in appello non arrivi in tempo per sovvertire quella odierna, non potrebbe a questo punto essere in lizza né per quella né per nessuna altra carica.
Un ricorso da parte degli imputati è scontato, l’avvocato di Le Pen lo ha già annunciato questo pomeriggio, ma i tempi della giustizia saranno lunghi.
La Le Pen , stando ai sondaggi è le preferita dai francesi in vista delle prossime presidenziali (in programma nel 2027), con una quota di preferenze fra il 34 e il 37%.
In Francia ha preso il sopravvento la cultura del sospetto.
Gli indizi diventano fatti, l’onere della prova è invertito, il diritto alla difesa è un simulacro.
Una “sentenza di morte politica” è stata quindi pronunciata per la tre volte candidata alla presidenza e attuale favorita nella corsa per sostituire il presidente Emmanuel Macron nel 2027, Marine Le Pen.
La corte ha stabilito che l’ineleggibilità a candidarsi a una carica pubblica dovrebbe entrare in vigore “immediatamente”.
Ciò significa che anche se Le Pen dovesse appellarsi alla decisione, il divieto rimarrebbe in vigore durante il processo di appello. Appelli di questo tipo in genere richiedono almeno un anno, quindi è tecnicamente possibile che la sentenza venga ribaltata prima delle elezioni del 2027.
Eric Ciotti; “Non si tratta di un semplice malfunzionamento, è un sistema di cattura del potere che esclude sistematicamente qualsiasi candidato troppo a destra che sia in grado di vincere”.
Ha inoltre affermato; “il destino democratico della nostra nazione è stato confiscato da una cabala giudiziaria indegna”.
Il vice di Le Pen e probabile successore, Jordan Bardella, ha dichiarato: “Oggi non è solo Marine Le Pen a essere ingiustamente condannata: è la democrazia francese a essere messa a morte”.
