Sdoganata da Peppe Iodice, noto attore comico napoletano, la cardiologia è entrata di diritto nella ansiosa ( in tutti i sensi) attesa dei tifosi e dei cittadini tutti dell’ultima e decisiva partita del Napoli per aggiudicarsi lo scudetto 2024/25 contro il Cagliari.

Oggi, 23 maggio ore 20.45 stadio Maradona.

L’attore sui suoi profili social ha pubblicato dei video dove si mostra sempre più preoccupato per la sua salute fino a chiedere il ricovero alla divisione di cardiologia di un noto ospedale partenopeo.

Le ricevitorie del lotto, gioco amato più di qualsiasi altro in questa latitudine, hanno fatto incassi record sulla quaterna 4-5-23-25 sulla ruota di Napoli.

Rappresenta la data della partita con l’aggiunta di un numero che non posso svelare a cosa si riferisce, pena la radiazione dall’ordine da parte dei miei colleghi…

E la storia continua…

Vi ricordato quanto vi ho riportato nell’articolo della settimana scorsa, in attesa della partita Parma-Napoli? Beh! Io sono ancora qui a Napoli per gentile concessione del Direttore che mi ha detto di “seguire l’evento”…

Seguire l’evento?

E come si fa?

Non voglio dire che non so come andare allo Stadio Maradona ( sono già accreditato), ma piuttosto che “coprire l’evento” come si dice in gergo è operazione impervia , anzi direi impossibile.

E vi spiego perchè.

Napoli e la scaramanzia Nonostante i quasi 200 maxi schermi in montaggio in tutta la Campania, non sono riuscito nemmeno a farmi dire, da chi montava cavi e fili a tutto spiano, per cosa ed a cosa servivano … per scaramanzia direte?

No, per “ordine di Conte” mi hanno risposto tutti.

Alle mie rimostranze un signore grosso e rubizzo, sudato sotto al sole da 25 gradi di oggi, mi ha risposto: ” Fratè ma tu non hai sentito che ha detto Conte?

Ha detto state calmi, non tirate fuori bandiere con numeri strani e restate concentrati .

Ed io ed i miei colleghi ora siamo concentrati tutto qui”….

Pensando fosse un talebano della tifoseria più accanita ho provato a fare qualche metro e chiedere a chi osservava i lavori di costruzione del mega schermo di Piazza Plebiscito come vive questa attesa della partita .

Nessuno ne ha voluto parlare, nessuno.

Tutti cortesi davanti al taccuino ma fermi ed irremovibili .

Frase convenzionale “No scusatemi preferisco non parlarne mi viene l’ansia, anzi la tachicardia”. Ma tachicardia fa anche rima con scaramanzia…chissà!

Camminando tra la folla sembra che  tutti siano immobili e solo io cammini: gesti lenti, niente sorrisi, poche parole tra loro. Giocare in casa con una squadra già salva e con il destino nelle mani del Napoli non ha tranquillizzato nessuno, anzi.

 Lo spettro e la paura del suicidio sportivo è impresso nel viso di tutti… l’aria non è di sabato del villaggio ma di attesa di un devastante uragano… di quelli che non sai se ti scanseranno o che ti arrecheranno danni terribili…

Decido allora di arrampicarmi su per i quartieri spagnoli fino al murales di Maradona, convinto che li nel tempio del D10S del calcio l’aria sia più respirabile…

Macché frotte di turisti, spagnoli, francesi, lombardi, veneti, siciliani, non parlano, scattano timide foto ricordo come può scattarle un turista in visita in una chiesa con la messa in corso.

Vedo un cartello con uno scudetto con un grande 4! Non credo ai miei occhi, mi avvicino al commerciante che lo ha posizionato davanti alla sua bottega piena di gadget del Calcio Napoli e gli chiedo: “Allora lo vinciamo sto quarto scudetto?” E lui : “Non lo so “. “E allora perché ha messo lo scudetto?” Ribatto.

Silenzio, socchiude gli occhi sul viso consumato dal sole di una vita… quasi a concentrarsi e decidere se rispondere o no, dice: “Dottó io ho 73 anni e vedo il Napoli da quando ne avevo 5.

Ho vissuto tante delusioni terribili e poche gioie incancellabili… ma niente potrà superare la sofferenza di quando Diego (Maradona n.d.r.) se n’è andato … ed allora se pure devo gioire per 24 ore e poi essere distrutto dal dolore voglio godermi 24 ore da campione d’Italia… che non so quando mi ricapiterà“.

Ah, penso, il pensiero positivo dei napoletani fa breccia anche in questo momento di ansia drammatica.

Intanto, intorno 3 ragazzotti lo guardano torvi, quasi pronti ad intervenire, a zittirlo.

Lo indicano con fastidio e cercano un consenso negli astanti… macché nessuno li accompagna, alcuni sorridono ed altri fanno il segno della croce … mi sembra una omelia .

Scendo lentamente la strada del ritorno e mi rendo conto che ho l’ansia … il cuore tachicardico, le tempie che mi battono

. Mi fermo a respirare e guardo l’orologio … ancora 10 ore … devo proteggermi

Di Admin

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