De Ficchy Giovanni

Roberto Vecchioni, cantava ” Luci a San Siro” , oggi la procura di Milano volge i suoi riflettori su San Siro, che tagliano finalmente la ” nebbia” dell’omertà e del malaffare , mettendo in luce la corruzione della politica milanese.

Quindi per i pm ci sarebbe stato in atto “un patto corruttivo” per mettere le mani sul futuro dello Stadio Meazza e del quartiere San Siro

Un’inchiesta che promette di far tremare i palazzi del potere, con accuse pesanti che vanno dalla turbativa d’asta al finanziamento illecito. San Siro, tempio del calcio e simbolo di Milano, si trasforma così in un palcoscenico di ombre, dove le gesta sportive lasciano il posto a manovre oscure e accordi sottobanco.

E mentre i tifosi si interrogano sul futuro della Scala del calcio, la giustizia cerca la verità dietro le quinte, per restituire alla città un’immagine pulita e trasparente.

Il 3 ottobre del 2017, dopo che il Milan di Berlusconi era stato da poco venduto a Mr. Lì per 740 milioni di euro e l’Inter era già nelle mani del gruppo cinese Suning, il sindaco Sala ufficializza la volontà di ristrutturare lo stadio San Siro.

È l’inizio di una telenovela che ci accompagna da quasi 8 anni e che a breve potrebbe terminare, con la vendita alle due squadre dello stadio e dell’area circostante per costruire un hotel, un centro commerciale e un nuovo impianto per aumentare i posti riservati dedicati ai tifosi. Chi realmente beneficerà della vendita è ancora un mistero, ma il sindaco trattava da più 8 anni in via esclusiva con le squadre.

Secondo quanto scrive ,il Corriere della Sera, per i pm ci sarebbe stato in atto “un patto corruttivo” per mettere le mani sul futuro dello Stadio Meazza e del quartiere San Siro, interrotto dall’inchiesta della Procura convinta che a siglarlo siano stati il presidente della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni e l’architetto Federico Pella, manager e socio della società di progettazione integrata J+S.

Oggi le opposizioni gridano allo scandalo, denunciando speculazioni edilizie e interessi nascosti.

I comitati di quartiere si mobilitano, temendo un impatto negativo sulla viabilità e sulla qualità della vita.

I tifosi, divisi tra la speranza di un nuovo stadio all’avanguardia e il timore di perdere un pezzo di storia, si interrogano sul futuro del loro club.

Intanto, le trattative proseguono serrate, tra promesse di investimenti e accuse di favoritismi.

La telenovela continua, così con sempre nuovi colpi di scena e protagonisti inattesi, in attesa del gran finale che deciderà il destino dello stadio e della città.

Dopo giorni di intensi incontri a Palazzo Marino con i partiti di maggioranza, in particolare il Pd, e con l’assessore Giancarlo Tancredi (per cui la Procura ha richiesto l’arresto), e di fitte interlocuzioni telefoniche con colleghi e partiti.

Indagini giornalistiche rivelano che Sala è indagato per “false dichiarazioni” riguardanti l’assenza di conflitti di interesse di Giuseppe Marinoni, architetto e presidente della Commissione del Paesaggio del Comune di Milano, già indagato per “induzione indebita” nel progetto di riqualificazione del Pirellino che coinvolge Manfredi Catella (Coima) e Stefano Boeri.

Sala definisce il metodo delle indagini giornalistiche “inaccettabile”.

Nel suo isolamento, il sindaco si prepara a riferire oggi al Consiglio comunale, dove FdI e Lega, dopo le proteste di giovedì, ascolteranno le sue comunicazioni, tra cui probabilmente le dimissioni di Tancredi. Il manager di Expo sta valutando fino all’ultimo se dimettersi.

Forza Italia e Noi Moderati mantengono un atteggiamento garantista.

Già provato da una vicenda giudiziaria legata all’inchiesta Expo, Sala sembra concentrato nel difendere la propria integrità personale e professionale. Mercoledì, il Comune ha diffuso una nota a firma del sindaco in cui si afferma che l’amministrazione non si riconosce nella lettura che viene riportata.

Sala si chiude così nel silenzio e pensa alle dimissioni

Di Admin

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