Partita di droga

Impatto dell’ascesa delle droghe a Cuba: il fenomeno del chimico e le sue conseguenze

Cuba e la nuova epidemia di droga

Per decenni, il regime cubano ha negato di avere un grave problema con la droga. Nel 2013, Raúl Castro ha dichiarato: “A Cuba non c’è droga. (…) Drughi non c’è e ci saranno”.
La realtà oggi è diversa: il consumo e il traffico delle sostanze illecite hanno girato, in particolare il farmaco sintetico noto come “il chimico”.
Questo farmaco, a basso costo e facile accesso, è diventato il preferito di molti giovani e sta distruggendo vite, famiglie e comunità.

Cos’è il chimico e perché si preoccupa?

Il chimico è un cannabinoide sintetico, normalmente impregnato in piccoli pezzi di carta. È venduto a buon mercato: una dose costa solo 150–200 pesos cubani, più economico di una libbra di fagioli.
Il suo consumo è stato esteso da quartieri popolari, scuole e persino ambienti professionali. I giovani convulsi per strada sono ora immagini comuni sui social network.

Vera testimonianza:
“Ho iniziato a 15 anniLa prima volta non sembrava così male … poi non potevo smettere “, dice un giovane riabilitato dopo nove anni di consumo.
Intere famiglie vivono con la paura; I genitori temono che i loro figli se ne vadano e non tornano. Un 18 -ld di 18 anni ammette: “Nella mia dipendenza ho perso la mia famiglia e persino la vergogna”.

Il problema raggiunge le scuole e le università
Le autorità di Guantanamo hanno riportato il consumo all’interno dei centri educativi.
Dieci minori sono stati ricoverati in ospedale per avvelenamento da stupefacenti e i direttori della scuola hanno visto gli studenti svenuti per overdose.
Gli operatori sanitari confermano che la dipendenza non si limita più ai quartieri marginali: colpisce anche studenti e tecnici universitari.

La reazione del regime: in ritardo e inefficace

Il governo ha optato per il silenzio per anni. Solo quando i social network hanno mostrato l’entità del problema, i media ufficiali hanno iniziato a parlare dell’argomento.
Nel 2023 la risposta arrivò: “Tolleranza zero”, enormi raid e processi con penalità fino a 30 anni di prigione o persino pena di morte.
Nell’Avana, in pochi mesi sono state elaborate 342 persone e sono stati identificati 74 punti di vendita.

Tuttavia:
   • La strategia rimane focalizzata sulla repressione, non nella prevenzione o nella riabilitazione.
• Gli emigranti cubani sono incolpati di fornitori, senza riconoscere che il consumo risponde alla crisi economica e alla disperazione sociale.
   • La sfiducia della polizia cresce: “A Cuba un grammo non si muove senza che la polizia lo sappia”, denuncia i vicini.

Il traffico di droga porta più crimini violenti. Prima, i litigi erano il problema principale; Oggi ci sono feriti da armi bianche e di fuoco.
Gli ospedali in L’Avana riportano ubriachi e feriti da scontri correlati alla droga.
L’Osservatorio di conflitto cubano ha documentato un aumento di tre cifre di rapine e aggressioni nel 2024.

Anche Díaz-Canel ha riconosciuto che la violenza e i crimini legati alla droga sono in aumento. Conti, bande e minacce ai vicini sono sempre più comuni.

L’ascesa del chimico riflette un sistema di crisi:
   • Perdita del controllo sociale: intere aree sfuggono al controllo dello stato.
   • Insufficienza ideologica: il discorso della “gioventù sana e rivoluzionaria” viene crollato.
• Istituzioni di cavalcavia: il governo ha dovuto creare un osservatorio di droga nazionale con l’aiuto dell’Unione europea.
   • Corruzione e paura: i cittadini temono i trafficanti che si fidano di più della polizia.
• Generazione persa: migliaia di giovani intrappolati nella dipendenza, senza futuro o speranza.

Una sfida maggiore della repressione

Il chimico non è solo un problema di salute: è il sintomo di un modello politico e sociale esaurito dopo 66 anni di dittatura.
   • Comunità degradate.
• Famiglie distrutte.
   • Violenza e insicurezza verso l’alto.
   • Uno stato senza risposte reali.

La soluzione richiede più che raid: richiede prevenzione, programmi di riabilitazione, apertura alla società civile e volontà politica.
In caso contrario, il danno sociale può essere irreversibile e accelerare il crollo di un sistema già indebolito.

“Che [la droga] è una merda che sta finendo con tutto”, riassume un exadicthanero .

Di Admin

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