De Ficchy Giovanni

Dall’alto mostra anche l’inefficienza.
Il turismo a Cuba non alleva la testa: un’industria in autunno
Il turismo, definito per anni come la “locomotiva dell’economia cubana”, sta attraversando una crisi senza precedenti. Secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica e Informazioni (Onei), fino a luglio 2025, sono arrivati solo 1.123.987 visitatori internazionali, rappresentando un calo del 23,2% rispetto all’anno precedente. In termini assoluti, 338.922 turisti in meno rispetto al 2024.
Nel frattempo, la vicina Repubblica Dominicana segna i registri storici, consolidandosi come una delle principali destinazioni dei Caraibi e lasciando il fallimento del modello turistico cubano.
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Un colpo storico
Il ministro del turismo, Juan Carlos García Grande, ha riconosciuto che questo è “il momento peggiore dal crollo delle torri gemelle, nel 2001, senza contare il periodo pandemico”. Da parte sua, l’economista Pavel Vidal ha dichiarato di essere “il numero peggiore della storia dai record”, anticipando che l’isola raggiungerà a malapena 1,8 milioni di visitatori nel 2025, lontano dall’obiettivo ufficiale di 2,6 milioni.
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Mercati in battuta d’arresto
• Il Canada, il principale emittente turistico verso Cuba, è sceso più del 23%: 478.388 input rispetto a 622.204 dello stesso periodo del 2024.
• La Russia, considerata la grande scommessa del governo negli ultimi anni, è crollata quasi a metà: da 123.351 a 71.797 visitatori.
• Anche l’Europa risale. I tedeschi, il francese e gli spagnoli hanno ridotto i viaggi tra il 25% e il 36%, nessuno superiore a 30.000 visitatori.
• Anche la comunità cubana all’estero ha viaggiato in meno, con una caduta superiore al 22%.
Solo due mercati hanno un rimbalzo minimo: Colombia (+1.357 viaggiatori, totale 19,916) e Argentina (+1.143, totale 30.120). Il caso argentino sorprende, perché l’aumento si verifica nel mezzo di tensioni diplomatiche tra Javier Milei e Miguel Díaz-Canel, sebbene risponda più al viaggio di viaggio all’estero degli argentini che a una particolare preferenza per Cuba.
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Fattori interni: infrastruttura crollata
Oltre alle statistiche, i problemi interni spiegano gran parte del crollo:
• Borse, carenza di cibo e deterioramento degli hotel, incapaci di garantire il minimo degli ospiti.
• Il ministro dell’industria alimentare ha riconosciuto l ‘”incapacità di soddisfare la domanda di turismo”.
• Gli aeroporti mostrano una situazione critica: indizi deteriorati, bagni chiusi, scarso aria condizionata e ritardi infiniti in migrazione e dogana.
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Conclusione
Cuba deve affrontare una tempesta perfetta: mancanza di investimenti, cattiva gestione e deterioramento delle condizioni di vita interne. La contrazione del turismo non solo influisce sul settore alberghiero, ma l’intera economia nazionale, che perde valute vitali in un contesto di crisi.
La “locomotiva” che dovrebbe aumentare il recupero del paese è deragliato oggi e i concorrenti regionali avanzano a tutta velocità, lasciando l’isola alle spalle nella competizione per attirare i visitatori.
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