De Ficchy Giovanni

La città di Roma, con il suo fascino eterno e le sue strade ricche di storia, si trova di fronte a un nuovo capitolo nelle sue politiche di mobilità.
Con la riapertura delle scuole e il ritorno alla routine lavorativa, i cittadini si preparano ad affrontare le sfide quotidiane del traffico.
Tuttavia, la notizia dell’introduzione dei limiti di velocità a 30 km/h nelle ZTL ha acceso un acceso dibattito politico, suscitando reazioni forti e contrastanti.
Simona Baldassarre, Fabrizio Santori e Luigi Servilio, esponenti della Lega, non si sono fatti attendere nel lanciare critiche nei confronti di questa misura. “Ci risiamo”, ha esordito Baldassarre, sottolineando come la sicurezza stradale sia un tema che merita attenzione seria, ma non può essere strumentalizzata in una crociata ideologica.

Le parole degli esponenti della Lega evidenziano un punto cruciale: la necessità di garantire un trasporto pubblico efficace prima di limitare la circolazione dei veicoli privati.
“Se non sei in grado di garantire trasporto pubblico e sicurezza stradale, non blocchi la circolazione”, ha ribadito Santori, affermando la convinzione che la responsabilità ricada su chi governa e gestisce il servizio pubblico.
Un altro aspetto sollevato dagli esponenti è l’inadeguatezza del sistema di trasporto pubblico romano.
Autobus che non passano mai e metropolitane sovraffollate rendono difficile per i romani spostarsi in modo efficace.
Questa situazione costringe molti a utilizzare l’auto, creando una sorta di circolo vizioso.

Servilio ha evidenziato che la proposta di limitare la velocità a 30 km/h debba essere valutata con raziocinio e applicata solo in determinate aree, come nei pressi delle scuole o in strade più piccole e sicure, piuttosto che estesa indiscriminatamente a interi quadranti della capitale.
La questione si fa ancora più complessa se si considerano le dichiarazioni di Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture, che ha già chiarito che i limiti di velocità a 30 km/h dovrebbero essere riservati a situazioni specifiche, evitando una generalizzazione che potrebbe risultare controproducente.
La Lega mette in guardia contro l’adozione di provvedimenti che, pur essendo ben intenzionati, rischiano di non risolvere i problemi reali della mobilità romana, ma piuttosto di aggravare la situazione già difficile.
Sebbene la sicurezza stradale sia un obiettivo fondamentale, gli esponenti della Lega chiedono una visione pragmatica e lungimirante, lontana da messaggi ideologici.
“I cittadini non possono essere considerati solo come fonti di entrate”, affermano, denunciando una mentalità che secondo loro predilige le multe ai reali miglioramenti della viabilità e della qualità della vita urbana.
In questo contesto di discussione animata, è importante anche ricordare che Roma è una città in continua evoluzione, dove l’innovazione e la modernità devono convivere con la tradizione.
Gli abitanti meritano di poter muoversi liberamente e in sicurezza, senza sentirsi ostaggio di regole che non tengono conto delle loro reali esigenze quotidiane.
Concludendo, il dibattito sulle zone a 30 km/h a Roma è destinato a continuare.
Mentre le istituzioni riflettono su come migliorare la mobilità nella capitale, i cittadini sperano in soluzioni pragmatiche, che uniscano sicurezza, sostenibilità e efficienza.
La strada da percorrere è lunga, ma la determinazione a trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà di movimento è essenziale per il futuro della Regina delle città.

