Giovanni De Ficchy

Mentre l’attenzione occidentale è focalizzata sull’invio di armi all’Ucraina e sul ripristino della guerra commerciale da parte di Donald Trump, l’Asia sta assistendo a un’evoluzione geopolitica che potrebbe avere profondi impatti sugli equilibri globali.
India, Cina e Russia stanno tessendo una rete diplomatica sempre più solida, sfidando implicitamente l’ordine stabilito dominato da Stati Uniti e NATO.
Il Vertice della Shanghai Cooperation Organization

Uno dei momenti più significativi di questa evoluzione si è manifestato nel recente vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), tenutosi nella città portuale di Tianjin.
In questa occasione, i leader Modi, Putin e Xi hanno presentato un’immagine di unità e collaborazione.
La loro presenza congiunta non rappresenta solo un simbolo di amicizia, ma un chiaro messaggio politico: un’alleanza tra potenze emergenti che potrebbe influenzare il futuro della governance globale.
La SCO come Strumento di Contromisura

L’organizzazione, che ha visto la luce nel 2001, è emersa come uno strumento strategico per la Cina nel tentativo di bilanciare l’influenza degli Stati Uniti e della NATO. Con la partecipazione attiva di Modi, la SCO ha assunto un significato particolare, soprattutto considerando le recenti tensioni commerciali tra India e Stati Uniti. Qui, la diplomazia assume un ruolo fondamentale, con gesti simbolici che riflettono la volontà dei tre leader di unire le forze per affrontare le sfide del presente.
Modi e la Cina: Un Ritorno Simbolico
La visita di Modi in Cina, dopo sette anni di assenza, non è da interpretarsi come un gesto casuale.
Essa segna un ritorno significativo al tavolo delle trattative in un momento critico per l’India, sia sul fronte interno che internazionale.
La sua partecipazione al vertice della SCO suggerisce una volontà di costruire relazioni più stabili con i suoi vicini asiatici, contrariamente a una crescente dipendenza da alleati occidentali.
La Gestualità dei Leader
I segnali di collegamento tra i tre leader sono evidenti, non solo nei discorsi pubblici, ma anche nella comunicazione non verbale.
Sorrisi e strette di mano rituali trasmettono un messaggio di unità e determinazione, evidenziando un approccio strategico comune.
Questo nuovo asse Asia-Russia rappresenta una reazione ponderata alle sfide esterne, inclusa l’ostilità percepita da parte dei governi occidentali, che continuano a cercare di mantenere il loro predominio geopolitico.
Le Implicazioni dell’Asse Indiano-Cinese-Russo
L’alleanza emergente tra India, Cina e Russia ha implicazioni significative non solo per la regione asiatica, ma per il mondo intero.
Queste nazioni, sebbene diverse per cultura, economia e sistema politico, riconoscono la necessità di una cooperazione più stretta in risposta a una dinamica internazionale in rapida evoluzione.
La Strategia Economica
Da un punto di vista economico, la sinergia tra questi paesi potrebbe portare a nuove opportunità di sviluppo commerciale.
La Cina, con la sua potente economia e la Belt and Road Initiative, offre al contesto indiano e russo nuove vie di accesso ai mercati internazionali.
La creazione di corridoi commerciali e l’integrazione economica tra queste tre potenze potrebbero ridurre la dipendenza dalle rotte commerciali tradizionali controllate dall’Occidente.
Cina e India ” L’Impero di mezzo “

“Cindia” – Cina e India, il dragone e l’elefante – rappresenta il nuovo centro del mondo: oltre la metà della popolazione mondiale è concentrata in quest’area, e si tratta della metà che cresce, sia da un punto di vista demografico che economico.
La rivalità e l’interazione tra Cina e India costituiscono un aspetto fondamentale per comprendere le attuali dinamiche geopolitiche.
Il rapporto tra i due attori internazionali e la loro competizione per l’influenza politica, economica e militare non solo orienta il contesto regionale asiatico, ma ha anche forti implicazioni a livello globale.
Nel nuovo millennio, i due Paesi sono diventati due delle economie in più rapida crescita del mondo e, considerato il loro potenziale e le relative capacità in termini militari, industriali ed economici, la natura e il modello delle relazioni sino-indiane dipenderanno in gran parte da come i due affronteranno le reciproche preoccupazioni e i legittimi interessi.
La Questione della Sicurezza
Le questioni di sicurezza sono anche centrali in questo nuovo scenario.
La SCO, infatti, non si limita a trattare temi economici; essa affronta anche problemi di sicurezza regionale, come il terrorismo e l’instabilità politica.
La cooperazione in ambito di sicurezza potrebbe fornire un contrappeso alle operazioni militari statunitensi in Asia e contribuire alla stabilità della regione.
La Risposta dell’Occidente
La crescente alleanza tra India, Cina e Russia non può passare inosservata agli occhi di Washington e Bruxelles.
Gli Stati Uniti, storicamente abituati a dominare la scena geopolitica, si trovano ora a dover ristrutturare le loro politiche nei confronti di un’Asia in continua evoluzione.
Questa nuova configurazione mette in discussione l’ordine mondiale unipolare che ha caratterizzato gli ultimi decenni.
L’Occidente, di fronte a questa inedita convergenza di interessi, è chiamato a ripensare le proprie strategie, bilanciando fermezza e dialogo.
La sfida è complessa e richiede una profonda analisi delle dinamiche interne a questo triangolo, evitando semplificazioni e letture ideologiche.
L’India, con la sua vocazione democratica e il suo crescente peso economico, rappresenta un interlocutore fondamentale, il cui ruolo non può essere sottovalutato.
La Cina, potenza in ascesa con ambizioni globali, necessita di essere compresa nelle sue reali intenzioni, al di là degli stereotipi.
La Russia, infine, cerca di riaffermare la propria influenza sullo scacchiere internazionale, sfruttando le nuove opportunità offerte da questo scenario in mutamento.
Washington e Bruxelles dovranno quindi elaborare una politica estera più flessibile e pragmatica, capace di adattarsi alle nuove sfide e di preservare gli interessi occidentali in un mondo sempre più multipolare.
Tattiche di Contenimento

L’Occidente potrebbe adottare tattiche di contenimento, aumentando la propria presenza militare nella regione e cercando di rafforzare alleanze con altre potenze asiatiche, come Giappone e Australia.
Tuttavia, tali misure rischiano di aggravare ulteriormente le tensioni e di spingere le potenze emergenti a un’indipendenza economica e politica ancora maggiore.
In un contesto di instabilità geopolitica, l’asse tra India, Cina e Russia emerge come una forza potenzialmente dirompente nell’ordine mondiale attuale.
Il recente vertice della SCO evidenzia non solo l’intenzione di questi paesi di collaborare su più fronti, ma anche la loro capacità di rispondere in modo strategico alle minacce percepite dall’Occidente.
Se questa tendenza continuerà, è probabile che vedremo un’interazione internazionale caratterizzata da complessità e ambiguità, dove gli equilibri di potere saranno costantemente messi in discussione.
La crescente assertività di questo blocco eurasiatico pone sfide significative alle democrazie occidentali, che tradizionalmente hanno dominato la scena globale.
La capacità di India, Cina e Russia di coordinare le proprie politiche economiche, militari e diplomatiche potrebbe erodere l’influenza delle istituzioni internazionali guidate dall’Occidente, come il Fondo Monetario Internazionale e la NATO.
Tuttavia, l’unità di questo asse non è garantita.
Storicamente, India e Cina hanno avuto relazioni tese, e la Russia si trova ad affrontare sfide economiche interne.
Pertanto, la solidità di questa alleanza dipenderà dalla loro capacità di superare queste divisioni e di trovare un terreno comune in un mondo in rapido cambiamento.
L’Occidente dovrà quindi adottare un approccio cauto e strategico, cercando di coinvolgere questi paesi in un dialogo costruttivo pur difendendo i propri interessi e valori.
La diplomazia, la comprensione reciproca e la ricerca di soluzioni condivise saranno cruciali per navigare in questo panorama geopolitico sempre più complesso.
Riflessioni Finali

L’epoca dell’unipolarità sembra avviarsi verso un declino, mentre un nuovo paradigma multipolare si afferma.
Le dinamiche tra India, Cina e Russia potrebbero segnare l’inizio di una nuova era, dove le potenze emergenti non solo aspirano a ottenere un ruolo di primo piano, ma lo fanno attraverso una diplomazia strategica che mira a ridefinire le regole del gioco globale.
L’attenzione dell’Europa e degli Stati Uniti dovrebbe quindi spostarsi oltre le loro attuali preoccupazioni per abbracciare un dialogo più aperto e costruttivo con queste nazioni, prima che sia troppo tardi.
Questo implica un riconoscimento delle loro prospettive, delle loro sfide e delle loro ambizioni.
Ignorare o marginalizzare queste voci rischia di alimentare risentimenti e divisioni, spingendo potenzialmente questi paesi verso alleanze meno desiderabili.
Un approccio basato sull’ascolto attivo, sulla comprensione reciproca e sulla ricerca di interessi comuni può invece gettare le basi per una cooperazione più solida e duratura, in grado di affrontare le sfide globali in modo più efficace.
È fondamentale superare la tentazione di imporre modelli o soluzioni predefinite, privilegiando invece un dialogo che tenga conto delle specificità di ciascun contesto nazionale e regionale.
Solo così si potrà costruire un futuro in cui l’Europa e gli Stati Uniti, insieme al resto del mondo, possano prosperare in un clima di pace, sicurezza e prosperità condivisa.

