CI SIAMO SBAGLIATI! PAROLA DI SCIENZIATI “EX ALLARMISTI”!

Ah, il riscaldamento globale, quel grande spauracchio che ha dominato i titoli dei giornali per anni.
Quanti allarmismi, quante conferenze sul clima, quante lacrime versate per i ghiacciai che si scioglievano e le famose isole che sarebbero scomparse nel nulla!
E ora, sorpresa delle sorprese: un gruppo di scienziati, quelli che una volta chiamavamo “allarmisti”, si è alzato e ha esclamato: “Ehi, ci siamo sbagliati!”

Sì, avete capito bene. Secondo l’ultimo articolo epocale pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, intitolato “Emission budgets and pathways consistent with limiting warming to 1.5 °C”, questi scienziati hanno finalmente ammesso una verità scomoda: i modelli matematici climatici che loro stessi hanno progettato avevano sovrastimato l’impatto della CO2 sul clima.
E che dire del riscaldamento del pianeta?
Pare sia più lento di quanto avevano previsto. Belle notizie, vero?
Una sorta di risveglio dal torpore scientifico.
I Modelli: Una Grande Follia?
Immaginate un pastore che, usando il suo smarphone, prevede il tempo per la settimana successiva: “Domani pioverà, e se non lo farà, ci sarà un tornado!”.
Ecco, questo è grosso modo ciò che alcuni scienziati hanno fatto con i loro modelli climatici. Hanno previsto un aumento della temperatura globale di 1,5°C oltre i livelli pre-industriali entro il 2022.
Ma ora, con il beneficio del senno di poi, i nostri eroi in camice bianco ammettono che “oops, ci siamo sbagliati”.
Michael Grubb, professore di energia internazionale e cambiamento climatico presso l’University College London e uno degli autori dello studio, ha dichiarato senza mezzi termini che le previsioni erano errate.
Chiaramente, il buon Grubb ha finalmente aperto gli occhi dopo anni di apocalisse imminente.
E chi poteva immaginare che le cose non fossero così drammatiche come previsto?
Magari, se li avessero interrogati prima, avrebbero potuto evitare il panico collettivo.
Ma ovviamente, la scienza ha bisogno di tempo per “farci sapere” cosa già sappiamo da anni: non sempre le cose vanno come previsto.
Gli Scienziati e i Modelli
Myles Allen, professore di scienza dei geosistemi presso l’Università di Oxford e altro autore dell’articolo su Nature, ha aggiunto il suo bel contributo.
Ha detto che non hanno osservato la rapida accelerazione del riscaldamento globale che i modelli suggerivano dopo il 2000.
Veramente sorprendente!
Chi avrebbe mai pensato che le previsioni elaborate su modelli risalenti a dieci anni fa possano divergere dalla realtà attuale?
È quasi come aspettarsi che una vecchia automobile funzioni perfettamente solo perché ha ancora quattro ruote.
Eppure, mentre gli scettici del cambiamento climatico, quelli che hanno osato mettere in dubbio la narrazione dominante, venivano derisi e tacciati di negazionismo, questi scienziati ora applaudono a gran voce la scoperta dell’acqua calda.
Infatti, nei loro circoli, avrebbero dovuto ascoltare le voci fuori dal coro, ma evidentemente non era il momento giusto. Certo, ora che la musica è cambiata, è facile dire: “Ah, sì, abbiamo avuto qualche problema con i nostri conti!”.
L’Ombra di Trump
E ora, permettetemi di lanciare un sassolino nello stagno. Mentre costoro si affrettano a ritrattare e a correggere il tiro, viene da chiedersi: perché dovremmo continuare ad affidarci ai modelli di previsione che hanno già dimostrato di essere “too hot”?
Sì, stiamo parlando di quei (presunti) esperti che cominciarono a far girare l’allerta e a propagandare la catastrofe imminente, e ora si ritrovano a fare marcia indietro con la velocità di un ciclista in discesa.
E visto che ci troviamo in questo delizioso pantano di contraddizioni, che dire del famoso Accordo di Parigi?
Ricordate quando Trump decise di ritirarsi dall’accordo? “Ma come osi!”, urlavano i sostenitori del clima.
Ora ci si può chiedere se, alla luce di queste nuove scoperte, non avesse in parte ragione. Dopotutto, se gli scienziati ammettono oggi che le loro previsioni erano errate, perché non dovremmo dare una chanche ai dilettanti?
Forse la vera domanda è: “Perché abbiamo dato così tanto peso a quelli che ora sembrano essere solo delle voci nel deserto?”
La Questione del Carbon Budget
Restiamo un attimo sul tema del carbon budget. Gli scienziati ora affermano che anche il calcolo di quanto CO2 sia necessario per aumentare il riscaldamento globale è male interpretato. Quindi, ricapitoliamo: non solo hanno sovrastimato l’impatto della CO2, ma anche il modo in cui essa interagisce con il clima è meno catastrofico di quanto sostenuto.
Un colpo di scena inaspettato, o forse no, considerando il modo in cui la scienza lavora: a colpi di assestamenti e riassestamenti.
Come Abbiamo Affrontato il Cambiamento Climatico Finora?
Per anni, abbiamo vissuto con l’idea che il nostro futuro sarebbe stato segnato da eventi estremi e catastrofici.
Le politiche energetiche sono state plasmate nella paura, e ora ciò che vediamo è un campo minato di errori scientifici.
È affascinante osservare come gli stessi esperti che hanno alimentato il fuoco dell’allarmismo si trovino ora a spegnerlo, in preda al caos delle loro stesse creazioni.
Ma la domanda rimane: cosa faremo ora? I modelli che hanno predetto la fine del mondo si sono rivelati gonfiati e mal calibrati.
Come possiamo decidere il futuro del nostro pianeta basandoci su questi strumentini quando la realtà si allontana così tanto dalle previsioni?
In conclusione, mentre i nuovi dati emergono e gli scienziati si affrettano a ritrattare le loro affermazioni precedenti, un’altra verità si fa strada: l’incertezza è il vero ordine del giorno.
Tra scetticismo, errori e una buona dose di sarcasmo, ci si chiede quanto tempo ci vorrà affinché il mondo accetti che, forse, abbiamo sbagliato strada.
E cosa accadrà ora?
Riferendo a quei “modelli” che hanno portato a decisioni legate al clima, che domande ci poniamo veramente?
Allora, chiudo con questa riflessione provocatoria: se i “negazionisti” hanno sempre cercato di dirci che qualcosa non tornava, ora che gli “ex allarmisti” riconoscono i loro errori, ci guideranno verso un nuovo approccio basato su dati più realistici?
O ci continueremo a muovere in queste acque turbolente, sperando di non affondare?
Con il riscaldamento globale finalmente sull’orlo di un nuovo capitolo, cerchiamo almeno di ridere di questa ironica realtà mentre ci troviamo a crogiolarci nell’incertezza.
