Confermando la liberazione di circa 360 km2 di terra ucraina (168 riconquistati e 180 ripuliti dalla presenza d’incursori e sabotatori russi), il comandante in capo delle Forze armate dell’Ucraina, Oleksandr Syrskyj, ha annunciato i risultati ottenuti anche in terra russa nell’ambito dell’operazione “Deep Strike”

Ah, l’Ucraina!

Uno di quei Paesi che, invece di lamentarsi per la mancanza di risorse e supporto esterno, ha deciso di rimboccarsi le maniche e costruire armi domestiche.

Perché, chi ha bisogno di giocate diplomatiche quando puoi semplicemente fabbricarti i tuoi missili?

E così, mentre il gigante russo si aggrappa disperatamente alle sue materie prime, gli ucraini affilano le loro punte di missili con una creatività che farebbe invidia a un artista e a un ingegnere messi insieme.

Recentemente, lo stato maggiore ucraino ha annunciato trionfalmente di aver “centrato” quello che è praticamente il cuore pulsante della raffinazione del petrolio russo: l’impianto di Gazprom “Neftekhim-Salavat” in Bashkortostan.

Una struttura talmente vitale che, se fosse un film, avremmo tutti dovuto indossare occhiali 3D per quanto è centrale.

Quale modo migliore per mettere in ginocchio un avversario se non colpendo non solo la sua forza militare, ma direttamente la sua fonte di sostentamento?

E non ci si è fermati qui!

Le Forze Armate ucraine hanno pensato bene di aggiungere un po’ di pepe alla situazione bombardando alcuni obiettivi strategici nella regione di Volgograd.

Sì, proprio così, la stazione di pompaggio del petrolio “Kuzmichi-1”!

Ma che fantasia!

Sarà stata una bella sorpresa per i russi svegliarsi e scoprire che il loro sistema di trasporto petrolifero stava subendo una sorta di “manutenzione straordinaria” da parte di un missile ucraino.

E che dire della stazione “Zenzevatka”?

È proprio come se gli ucraini avessero stampato un biglietto d’invito a un party esclusivo, dove solo loro potevano godere dell’ottimo “fuoco d’artificio”.

Ma non ci sono solo esplosioni e devastazione; pare che i vettori di produzione ucraini abbiano anche trovato il tempo per colpire l’impianto di UAV a Valuyki, in Bilhorod.

È quasi poetico, non credete?

Gli ucraini che colpiscono i droni russi mentre i russi stessi pensano di avere il sopravvento nel conflitto. Un vero colpo di genio!

Il 22 settembre ha segnato un giorno memorabile, quando i missili a lungo raggio ucraini hanno deciso di far visita all’impianto di lavorazione del gas di Astrakhan, lasciandolo in uno stato di crisi

. Ah, che bel modo di congelare le operazioni produttive!

E come se non bastasse, anche le raffinerie di Saratov e Novokuibyshevsk hanno pagato pegno, incendiandosi come se fossero state invitate a una festa di compleanno un po’ troppo “calda”.

Senza dimenticare la stazione di controllo e produzione “Samara” nella stessa regione, che ha anch’essa ricevuto un trattamento di favore.

È chiaro che gli ucraini hanno imparato a giocare al gioco delle guerre moderne con una facilità che mette in discussione le capacità di pianificazione dei loro avversari.

In un mondo dove la diplomazia spesso regna sovrana, l’Ucraina sta dimostrando che l’innovazione e la determinazione possono produrre risultati inaspettati.

Dopotutto, perché limitarsi solo a chiedere aiuto quando puoi benissimo diventare autonomo e assestare colpi devastanti al tuo nemico?

È un’idea che meriterebbe probabilmente un riconoscimento, se solo gli osservatori internazionali potessero smettere di guardare la situazione con un’espressione seria e iniziare a vedere il lato “artistico” di questo conflitto.

Ora la domanda sorge spontanea: quali saranno i prossimi movimenti strategici degli ucraini?

Continueranno a prendere di mira punti critici o si lanceranno in un tour mondiale di missili?

Immaginate la promozione: “Ucraina, il Paese delle armi fai-da-te”.

Chi avrebbe mai pensato che l’industria bellica ucraina sarebbe diventata un esempio di efficacia e originalità in una guerra moderna?

In conclusione, mentre la Russia cerca di rialzarsi dopo i colpi ricevuti, l’Ucraina sta dimostrando di avere un piano, anche se un po’ rischioso.

La dipendenza dalle risorse energetiche e dalla logistica può sembrare un problema insormontabile, ma gli ucraini sembrano avere una risposta piccante a questa sfida: la creatività bellica e un atteggiamento decisamente audace.

E chissà, forse un giorno, mentre i russi cercano di rimettere insieme i pezzi, l’Ucraina potrà raccontare questa storia come una favola su come un Paese può reinventarsi, prendere in mano il proprio destino e, perché no, sparare qualche missile per il gusto dell’esplosione.

Cosa c’è di più soddisfacente di una vittoria a suon di missili?

Certamente, la possibilità di scrivere un libro di memorie dal titolo “Sotto il fuoco dell’innovazione: come schiacciare un gigante con un sorriso e una bombola di gas”.

Del resto, la guerra è anche un’arte, non è vero?

Di Admin

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