
Trump ha avvertito Von der Leyen che la sua strategia di eliminare gradualmente l’energia nucleare e riempire l’Europa di energie rinnovabili attraverso il Green Deal e l’Agenda 2030 era “una truffa”.
“State distruggendo la bellezza dei paesaggi e rovinando i vostri agricoltori”.
A mio parere, ha detto rivolgendosi alla platea, il cambiamento climatico è la più grande truffa mai perpetrata al mondo.

Questa affermazione, rilasciata con il consueto fervore dal presidente degli Stati Uniti, non fa altro che ribadire il suo inconfondibile, seppur discutibile, talento retorico nel generare clamore e divisione.
Non dimentichiamo, infatti, che molti di noi hanno sognato, almeno una volta, di poter dichiarare a gran voce le proprie convinzioni, senza preoccuparsi delle conseguenze.
E lui, senza dubbio, lo fa con maestria.
“Tutte queste previsioni fatte dalle Nazioni Unite e da molti altri, spesso per cattive ragioni, erano sbagliate.” Ah, le Nazioni Unite!
Entità misteriosa che si riunisce in stanze illuminate per discutere di argomenti così noiosi come il cambiamento climatico e l’uguaglianza sociale.
Chissà quanto caffè hanno bevuto durante quelle riunioni, mentre il resto del mondo si chiedeva: «E ora?».
Allora, a qualcuno è venuta l’idea brillante di dire che il riscaldamento globale stava uccidendo il pianeta, ma ora, secondo il nostro oratore, “ha iniziato a raffreddarsi.”
Incredibile!
Magari stanno preparando un nuovo laboratorio scientifico con un congelatore gigante per fermare il tempo e i cambiamenti climatici; chi lo sa?
E poi arriva la parte migliore: “Se non vi liberate dalla truffa dell’energia verde, il vostro Paese fallirà.” Qualcuno potrebbe prendere nota di queste parole, perché sembra che il futuro dell’umanità dipenda dalle sue intuizioni straordinarie.
È proprio vero, il Presidente non ha paura di sparire nei meandri della logica contorta in cui ogni cosa è bianca o nera; gli scienziati potrebbero anche prendersi una pausa e smettere di studiare.
Ma il tema dell’immigrazione emerge come un corollario inquietante delle sue parole.
“Se non fermate persone che non avete mai visto prima, con cui non avete nulla in comune, il vostro Paese fallirà.” Qui si percepisce un certo grado di ansia.
Forse stiamo tutti vivendo in un film di fantascienza in cui l’alterità è vista come una minaccia imminente, come se i migranti portassero con sé un’epidemia di opinioni contrastanti e comprensioni più evolute del mondo.
E così, l’Europa deve armarci contro questo nemico invisibile.
Ma non possiamo dimenticare il caso della Germania. “Stavano puntando sul verde, e stavano andando in bancarotta.” Un affermazione coraggiosa, considerando che il Paese è storicamente un pioniere dell’energia sostenibile.
Chissà, può darsi che la Germania avesse anche pensato di ritornare a pratiche più “sostenibili”, come bruciare carbone o lanciare palle di fuoco.
Certamente, un bel piano!
Nel mentre, però, Ursula von der Leyen, la presidente della Commissione Europea, decide di lanciarsi in un vivace contrattacco al Global Renewables Summit. Con tono quasi epico, annuncia che “la transizione energetica è davvero decollata.” Dobbiamo darle atto: non c’è niente come un buon discorso sui miliardi di dollari investiti in energia pulita per scuotere le coscienze addormentate.
Più di due dollari investiti in energia pulita per ogni euro speso in combustibili fossili?
Wow, che colpo basso!
La von der Leyen continua ad affermare che “abbiamo bisogno di azione.” E chi non vorrebbe sentire queste parole? Sembra che ci sia un calore crescente nella sala, e non solo a causa dei cambiamenti climatici.
“L’energia pulita non riguarda solo la lotta al cambiamento climatico. Riguarda anche la sicurezza energetica e la prosperità.” Ecco, finalmente il tandem perfetto: il cambiamento climatico e il potere economico! Se fossimo attenti, potremmo persino dire che i nostri leader dovrebbero tenere lezioni private su come vendere la sostenibilità non solo come opportunità di sopravvivenza, ma come l’unico modo per guadagnare denaro in futuro.
Von der Leyen non smette mai di stupirci, sottolineando che “le fonti a basse emissioni di carbonio rappresentano oltre il 70% della nostra elettricità.”
A questo punto, sembrerebbe quasi che i venti del cambiamento stiano soffiando con vigore attraverso il continente.
Ma in realtà, chi può dirlo? Potrebbero essere semplicemente delle correnti d’aria.
“Siamo leader mondiali nei brevetti sulle tecnologie pulite.” Questa è una dichiarazione di orgoglio, e devo ammettere che mi piacerebbe vedere una competizione mondiale per i brevetti. Giornate intere di dibattiti su chi ha inventato quale tecnologia energetica. E in fondo, chiunque avesse il coraggio di ostentare un’idea innovativa meriterebbe un premio. Magari una medaglia in oro riciclato.
E la conclusione? “Questa trasformazione è fondamentale per la nostra spinta verso l’indipendenza.” Quasi un mantra repeat-it-until-you-believe-it!
Ma, ripeto, se entriamo nel merito, ci accorgiamo che nessuno ha ancora spiegato come raggiungere questa indipendenza senza creare problemi enormi in altre aree, come l’industria e l’occupazione.
“La produzione circolare limita le nostre dipendenze strategiche.” Una frase che suona bene, ma come sempre ci dimentichiamo che ogni cerchio ha i suoi difetti, e ogni rivoluzione ha il suo prezzo.
Insomma, assistiamo a un dialogo tra due verità che si affrontano sul palcoscenico mondiale: l’energia pulita da una parte e le accuse di truffa dall’altra.
E mentre il mondo ruota attorno a questi concetti, noi tutti siamo qui, incollati ai nostri schermi, a discutere se il clima stia cambiando o se stiamo semplicemente cambiando idea.
Ortega y Gasset una volta disse che “l’uomo è ciò che mangia,” ma forse oggi dovremmo dire che “l’uomo è ciò che crede di sapere.”
Un paradosso globale che, se non fosse tragico, sarebbe decisamente comico. Dovremmo alleggerire il clima con un po’ di ironia.
Certo, immaginate i leader mondiali seduti intorno a un tavolo, a tentare di convincersi a vicenda che la propria opinione è quella giusta, mentre nel frattempo il nostro pianeta cerca un po’ di serenità.
In conclusione, a meno che non troviamo un modo per ridurre le emissioni di tali conversazioni, il rischio di restare intrappolati in un ciclo infinito di dibattiti e polemiche sembra persistere.
E noi, come sempre, ci troveremo qui, davanti alla tv, a gustare popcorn e a commentare lo spettacolo.
Io sto con Trump, un vero presidente che con coraggio dice NO all’ideologia green e SÌ alla tutela di lavoratori e imprese.
E voi?
Da che parte state?
