Mastella e De Luca

Un Duello di Ironie tra Mastella e De Luca

Clemente Mastella, il sindaco di Benevento, ha deciso di prendere la parola per rispondere al suo ex alleato e attuale antagonista, Vincenzo De Luca, l’ex presidente della regione Campania.

Con la tipica verve ironica che lo contraddistingue, Mastella non si è trattenuto nel mettere in discussione le affermazioni di De Luca riguardo al voto.

“Onestamente,” inizia la sua nota, “sono sconcertato da ciò che asserisce in giro.” E qui sorge spontanea la domanda: cosa può esserci di più sconcertante nella politica italiana se non il solito balletto di alleanze e ripicche?

De Luca, che da un palco all’altro invita i cittadini a ‘votare tutti, meno che Mastella il beneventano’, sembra aver dimenticato una semplice regola del galateo politico: mai sottovalutare il tuo oppositore. O forse, sta solo cercando di esorcizzare il fantasma di un matrimonio politico fallito?

Mastella continua a snocciolare il suo punto di vista, spruzzando una buona dose di ironia: “A parte che mai mi sognerei di fare riferimento alla geografia…” Ah, il rispetto per i confini territoriali!

Chissà, forse De Luca dovrebbe prendersi qualche ora in più per studiare la geografia della sua stessa regione, prima di lanciarsi in affermazioni sul beneventano contro il salernitano.

Perché, si sa, la Campania ha troppe bellezze da offrire, e per Mastella, evidentemente, anche i legami interprovinciali meritano di essere celebrati.

E poi c’è Cirielli, una presenza inquietante in questa narrazione.

Mastella si chiede apertamente se il ‘tutti’ di De Luca includa anche lui.

Una domanda legittima, considerando come le dinamiche interne alla politica siano spesso influenzate da giochetti sottili. “Del resto,” ribatte Mastella, “si sa che parafrasando Andreotti, ‘a pensar male si fa peccato ma s’indovina spesso’.” Quante volte, infatti, abbiamo visto convergere le strade di politici che sembravano distanti anni luce l’uno dall’altro?

In un momento di riflessione più profonda, Mastella fa riferimento al suo senso di libertà, “figlio della cultura democristiana,” e alla sua storia personale che, sostiene, lo pone “a livello nazionale superiore” a quella di De Luca.

Un’affermazione audace, che meriterebbe un pomeriggio di dibattito nelle migliori aule politiche italiane.

Ma in questo paese di grandi personalità e carriere illustri, chi può realmente vantare una storia magnificente senza incorrere nei vagabondaggi dell’ego?

La conclusione di Mastella è tanto perentoria quanto liberatoria: “Me ne faccio tranquillamente una ragione.”

Qui il lettore non può fare a meno di sorridere.

Perché, in fin dei conti, quale sia il verdetto delle urne, in un girone dantesco di intrighi, gelosie e rivalità, la verità è che i veri protagonisti di queste storie siamo noi, cittadini e osservatori esterni, incollati ai nostri schermi nella speranza di un cambiamento che, ogni volta, sembra rimanere sospeso tra le parole e i fatti.

Questa tutta la vicenda sembra raccontarci qualcosa di fondamentale: la politica, con le sue commedie e drammi, continua a donare spettacoli indimenticabili.

In attesa di un prossimo atto, Mastella e De Luca rimangono lì, sul palco della vita, a recitare ruoli che si intrecciano e sovrappongono, mentre noi, compagni di viaggio inconsapevoli, ci limitiamo ad applaudire o a fischiare, sperando sempre che, nel grande teatrino della politica, trionfi un po’ di saggezza… e magari anche qualche risata.

Di Admin

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