
Le presunte minacce di Vladimir Putin all’Italia suscitano reazioni preoccupate e interrogativi profondi, ma quanto c’è di reale nei toni forti da Mosca e quanto è strategia di propaganda sofisticata? Il nocciolo della questione riguarda soprattutto affermazioni di pericolo nucleare, attacchi informatici, operazioni di disinformazione e un clima diplomatico pesantemente teso, ma non tutto ciò che viene rilanciato come “minaccia diretta” ha basi solide. Da un lato, è indubbio che la Russia utilizzi un linguaggio intimidatorio del tipo di Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha dichiarato che il capo dello Stato italiano Sergio Mattarella sta diffondendo “menzogne” sul fatto che la Russia minacci l’Europa con armi nucleari. Tuttavia, tali smentite aggressive da parte del Cremlino sembrano in parte una risposta propagandistica, perché non negano del tutto lo sviluppo di missili a raggio intermedio e corto e lo stesso Putin, in un discorso ufficiale, confermò che Mosca sta producendo razzi “in risposta ai piani statunitensi” in Europa. Ciò suggerisce che una parte delle “minacce” è effettivamente concreta, almeno sul piano militare, ma il modo in cui vengono rappresentate da Mosca, definendo “false” le critiche italiane, fa parte di una strategia retorica ben calibrata. Sul fronte politico, analisti come Stefano Stefanini dell’ISPI interpretano la retorica russa su Mattarella non tanto come minaccia diretta, ma come interferenza e pressione diplomatica, volta a destabilizzare il contesto italiano, soprattutto in chiave interna. Tuttavia, non tutte le affermazioni apocalittiche risultano avvalorate da fatti concreti e, Antonio Tajani, ministro degli Esteri italiano, ha dichiarato che “non risultano minacce dirette” della Russia all’Italia, e che molte delle provocazioni russe sono test politici e non preludi a una guerra su larga scala. Peraltro, riguardo al missile “Oreshnik”, Tajani ha ammesso che sì, Putin può fare “minacce serie”, vista la sua concezione politica, ma ha anche minimizzato il carattere realmente nuovo o differente del missile, definendolo un “ritocco” di sistemi già esistenti. Sul piano informatico, è assodato che ci sono stati attacchi contro istituzioni italiane da parte di hacker simpatizzanti di Mosca o collegati a reti filorusse, soprattutto dopo, dichiarazioni forti, di Mattarella che paragonava la Russia di Putin al Terzo Reich e queste operazioni rientrano in un attacco ibrido ben studiato, non tanto come preludio a uno scontro militare immediato, quanto come leva di potere informativo. Inoltre, secondo commentatori del mondo dei “think tank”, le minacce esplicite di Mosca hanno anche una funzione di “movimentazione strategica” e fissare il perimetro entro cui la NATO e l’Italia devono muoversi, mantenendo pressione diplomatica, ma evitando un’escalation incontrollata. In sostanza, la parte “vera” delle minacce di Putin all’Italia esiste come lo sviluppo missilistico, le campagne di disinformazione, gli attacchi cyber e le intimidazioni diplomatiche sono strumenti reali utilizzati da Mosca. E una parte importante del rumore mediatico che circonda queste minacce è amplificato da una strategia propagandistica sofisticata, che ha l’obiettivo di piegare la posizione italiana con la minaccia teorica di escalation oppure di isolare Roma diplomaticamente. Perciò, non si può liquidare tutto come pura esagerazione, ma nemmeno accettare ogni parola come un presagio automatico di guerra nucleare imminente perché serve una lettura critica, razionale e ben informata.
