
L’aumento dei furti in abitazione a Caltagirone (CT) con proprietari presenti nelle case solleva un tema che non può essere ignorato. La comunità chiede risposte e interventi. Le istituzioni comunali, provinciali e statali hanno il compito di assicurare un livello di vigilanza adeguato. Quando questo non accade, cresce una sensazione di esposizione al rischio e cala la fiducia verso chi dovrebbe garantire protezione e ordine. Le segnalazioni di intrusioni nelle abitazioni riflettono un fenomeno in crescita che richiede analisi, coordinamento e decisioni rapide. Le famiglie raccontano episodi che incidono sulla vita di ogni giorno e che alterano la percezione di stabilità e protezione. Le istituzioni hanno il dovere di valutare i dati, confrontarsi con il territorio e predisporre misure adeguate. Senza un piano chiaro, il rischio è che la paura diventi parte della normalità. La carenza di vigilanza percepita in varie zone della città alimenta insicurezza e sfiducia. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza svolgono una funzione essenziale e irrinunciabile. Proprio per questo è doveroso riconoscere l’impegno delle forze dell’ordine, che nonostante organici ridotti e risorse limitate hanno raddoppiato le turnazioni per mantenere un livello minimo di controllo sul territorio. Questo impegno merita un plauso sincero, perché dimostra dedizione e senso di responsabilità. Tuttavia, questo sforzo straordinario non può sostituire le scelte politiche necessarie a garantire un sistema di sicurezza stabile ed efficace. Il problema non riguarda gli operatori, ma l’organizzazione complessiva, che dipende da Comune, Provincia e Stato. Il Comune dovrebbe evidenziare in modo strutturato le criticità, attivare tavoli permanenti e collaborare con le forze dell’ordine. La Provincia, pur con competenze ridotte, può sostenere iniziative e coordinare richieste verso livelli superiori. Lo Stato deve assicurare organici adeguati, strumenti moderni e strategie aggiornate. La mancanza di interventi incisivi rende più vulnerabile il territorio, lasciando operatori e cittadini senza supporto adeguato. Caltagirone necessita di un piano che integri controllo, prevenzione ed ascolto. Le tecnologie possono aiutare, ma serve chiarezza su obiettivi e responsabilità. La videosorveglianza richiede gestione, manutenzione ed analisi dei dati. Le forze dell’ordine necessitano organici adeguati e coordinamento strutturato. Le istituzioni devono comunicare con la popolazione per rendere noti strumenti e limiti, così da evitare percezioni distorte o sfiducia totale. Se il personale delle forze dell’Ordine è ridotto, si faccia intervenire l’Esercito Italiano. Le famiglie chiedono una città dove la presenza dello Stato sia visibile e concreta. Richiedono risposte che non siano solo dichiarazioni. Se le istituzioni non garantiscono questo, viene meno una parte essenziale del patto tra cittadini ed amministrazione. Caltagirone merita una risposta continua, responsabile e determinata. Le istituzioni devono assumere impegni reali e attuarli con serietà, affiancando le forze dell’ordine che già operano con sacrificio per tenere viva la fiducia di una comunità che vuole vivere senza paura nelle proprie case. La comunità chiede protezione e controlli capaci di prevenire i reati. Senza una risposta strutturata, la distanza tra cittadini ed istituzioni rischia di crescere. La sicurezza non è un privilegio, ma un sacro santo diritto che richiede volontà politica, gestione efficace e presenza reale sul territorio.
