
Da 15 anni, il Qatar investe massicciamente in Italia, in particolare nel settore della moda, degli hotel di lusso e dei grattacieli.
L’Italia è il secondo fornitore europeo del Qatar, che sta investendo in modo significativo anche nella diffusione dell’Islam attraverso progetti come moschee e scuole coraniche in Italia.
E grazie alla daʿwa, in arabo دعوة , l’azione di proselitismo dell’islam diffusa nelle numerose moschee, è già pronta a controllare i musulmani d’Italia.
Ah, il Qatargate!
Un nome che risuona come una melodia familiare per noi italiani e non solo.
È come se un famoso chef avesse deciso di presentare il suo piatto principale in un ristorante stellato, ma al posto della cucina raffinata, ci troviamo davanti a un buffet di corruzione, intrighi e politiche internazionali poco pulite.
I servizi di sicurezza di ben cinque Stati europei sono in allerta, mentre i nostri parlamentari europei si ritrovano nel bel mezzo di un film d’azione, con infiltrazioni di agenzie segrete e borsellini che si svuotano più velocemente di un flacone di champagne in una notte di Capodanno.

L’Amicizia Italo-Qatariana: Una Storia d’Amore Ben Curata
Il Qatar non è certo una novità per l’Italia; è come quell’amico che ti aiuta quando sei in difficoltà, ma tu sai che un motivo c’è.
Dagli anni passati, Doha ha tessuto una rete di conoscenze e relazioni in Europa, con un occhio di riguardo per il nostro Paese.
D’altronde, chi può resistere a un bel gruzzolo di miliardi che fluttua con grazia sopra la testa come una nuvola d’oro?
Gli investimenti degli ultimi quindici anni sono come le ciliegie su una torta: non mancano mai.
Con la Qatar Investment Authority (QIA) che si presenta dal 2005 con il portafoglio strabordante, è difficile non chiedersi quanto costa quel “buon giorno” a Roma.
Talmente ricco è il Qatar, con un PIL pro-capite che fa impallidire quello italiano, che nel 1995, quando Hamad bin Khalifa Al Thani ha preso il potere, sembra aver avuto un’illuminazione divina: “Investiamo in Francia, Italia e… perché no, moda?”
E così, con un colpo di stato, ha avviato la trasformazione del suo piccolo emirato in un vero impero finanziario, quasi come un gigantesco Monopoly.
Gas e Glamour: La Ricetta del Successo
L’amicizia tra Italia e Qatar non si limita certo agli scambi di compliments, ma ci sono anche gli affari del gas: 6,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno!

Se qualcuno pensava che la nostra dipendenza da petrolio e gas fosse un problema, beh, qui abbiamo i nostri ‘amici’ qatarioti che ci dicono: “Non preoccupatevi, amici, abbiamo energia in abbondanza!” Energia che alimenta non solo le nostre case, ma anche il “business” dell’alta moda, degli hotel di lusso e delle immagini patinate sui social media.
E chi poteva mai immaginare che l’Italia sarebbe diventata la meta preferita per il Qatar?
Tra una passeggiata sul Lago di Como e una cena a Venezia, i qatarioti si sono impossessati delle migliori location, mentre noi, poveri mortali, tentiamo di capire come far quadrare il bilancio mensile.
L’Hotel Gallia a Milano, il Gritti Palace a Venezia, e per non parlare della Smeralda Holding: una vera e propria opera d’arte commerciale.
Moda e Militare: Un Matrimonio Perfetto
Poi c’è il settore della moda.
Nel 2012, la maison Valentino finisce nel mirino qatariota per 700 milioni di euro.
Ma perché fermarsi qui?
Già che ci sono, perché non investire anche nel settore militare?
Fincantieri ha venduto navi e armi al Qatar per un valore che farebbe invidia a qualsiasi cartello della droga.
Qui, tra corvette e navi anfibie, ci si potrebbe persino chiedere se stiamo parlando di moda o di guerra!
Nel frattempo, il settore agroalimentare è esploso, con esportazioni cresciute del 291% dal 2009 al 2019. Non c’è da meravigliarsi: chi non ama un buon piatto di pasta accompagnato da un eccellente vino italiano, magari servito da uno dei tanti hotel di lusso di proprietà del Qatar?
Fuori dai Rafraîchissements: Le Moschee e il Mondo Religioso
E non dimentichiamo il soft power.
Quella di Centocelle è solo l’ultima delle moschee che l’Ucoii è pronta ad aprire in Italia
Secondo i famosi “Qatar Papers”, il piccolo emiro ha messo in giro miliardi per “comprarsi” l’Europa.
Con progetti da Nord a Sud, ha finanziato moschee e scuole coraniche, utilizzando un islam sunnita che non ha nulla da invidiare ai campioni di vendite del fast fashion.
L’idea di diffondere la cultura qatariota e il suo modo di vivere in Europa è cha un bel piano (almeno per loro).
Per riassumere, il Qatargate è solo la punta di un iceberg che galleggia su un mare di relazioni ambigue e affari lucrosi.
In un’epoca in cui l’etica sembra svanire nella nebbia del profitto, questo scandalo non fa altro che mettere in luce quanto sia complesso il panorama politico-economico europeo, dove il confine tra amicizia e corruzione è talmente sottile che potremmo quasi considerarlo trasparente.
Conclusione: Un Futuro Luminoso o Buio?
In conclusione, mentre il Qatargate crea scompiglio nelle aule del Parlamento Europeo, possiamo solo chiederci: quali altre sorprese ci riserverà il futuro?
Gli scandali sono come i popcorn: uno tira l’altro, e non si sa mai dove si andrà a finire.
Ma, fortunatamente per il Qatar, il denaro parla e le alleanze si cementano sempre più, quindi può darsi che anche questa volta ci troveremo a brindare a un nuovo accordo, con un bicchiere di vino italiano in mano e una battuta sarcastica sulle labbra.
