IL PD SI SPACCA: RIFORMISTI CONTRO SCHLEIN

Benvenuti nel circo del Partito Democratico!

Questa settimana andiamo in scena con un nuovo entusiasmante capitolo nella saga “Divisi e Conquistati”, dove il tema caldo è un disegno di legge contro l’antisemitismo, partorito dal senatore Graziano Delrio (sì, proprio lui) e firmato da una decina di esponenti della minoranza riformista.

Un atto che ha fatto infuriare Elly Schlein e la sua armata brancaleone.

Ora, per chi non è aggiornato sulle ultime hit della politica italiana, questo ddl abbraccia la definizione di antisemitismo dell’IHRA, quella che va forte tra i Paesi occidentali, praticamente un best-seller.

Prevede anche il monitoraggio delle università e sanzioni per contenuti online.

Ma attenzione, perché il testo ha scatenato le ire della sinistra dem!

Per Schlein e i suoi compagni d’avventura, equilibrare critica a Israele e antisemitismo è roba da film horror.

È come se dicessero che criticare la ristrutturazione della cucina equivale ad avere un atteggiamento anticasalingo.

La leader è letteralmente in fibrillazione: «Ma come si permette il signor Delrio di presentare un ddl senza un preventivo confronto di partito?

E soprattutto, perché adesso?

In parallelo con una proposta simile di Forza Italia?».

Certo, perché cosa c’è di meglio che farci la guerra tra di noi mentre il nemico di turno si sistema la casa?

Dall’altra parte, l’ala riformista giustifica il proprio operato con un’empatica dichiarazione del tipo: «Non volevamo altro che dare una risposta seria al preoccupante aumento di atti antisemiti».

Ah, certo.

Perché nulla colpisce di più l’anima di un partito che un buon disegno di legge a tema antisemitismo.

E così, il Pd si frantuma in due fazioni.

Da un lato abbiamo i paladini della democrazia israeliana, che difendono il regime come se fosse l’ultimo baluardo contro la barbarie.

Dall’altra parte, quelli che accusano Netanyahu di pulizia etnica in Cisgiordania, dipingendo il premier come il cattivo della favola.

Insomma, un vero dramma greco!

Chi vincerà?

I pro o i contro?

Ma il lieto fine è tutt’altro che garantito.

C’è un rischio concreto che questa diatriba possa portare addirittura alla caduta del ddl stesso.

Già, perché in questo balletto di accuse e contraccuse, il Partito Democratico potrebbe tranquillamente decidere di farsi del male da solo, come un gladiatore che sviene davanti al pubblico prima ancora di entrare nell’arena.

E così, ci ritroviamo a assistere a uno spettacolo sconcertante, dove gli spettatori – cioè noi cittadini – guardano increduli come un gruppo di adulti (leggasi politici) litiga su questioni tanto serie quanto importanti, mentre il mondo fuori continua a girare.

Il PD ha cavalcato in maniera indegna – a fini elettorali, ma non solo – le campagne di comunicazione di Hamas, ed ora ne paga le conseguenze.

Che dire?

Non ci resta che applaudire a questa commedia degli errori, mentre aspettiamo il prossimo atto di questa tragicommedia chiamata Pd.

E chissà, magari un giorno ci sarà un accordo trasversale, una grande riunione di famiglia dove si sposteranno le sedie e si ricomincerà a ballare.

Fino ad allora, continuiamo a goderci lo spettacolo e a sperare che qualcuno trovi il copione giusto.

Mentre noi, nel nostro piccolo, possiamo solo brindare a una politica che sembra sempre più un reality show.

Di Admin

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