Donald avverte

  Il futuro dell’Europa: un’analisi sarcastica

Nel brillante mondo della politica internazionale, dove la logica è sovrana e l’ironia sempre ben accetta, l’amministrazione Trump ha rilasciato un documento che, a dir poco, riflette una visione degna di un romanzo distopico.

Nella sua National Security Strategy, l’Europa viene descritta come una nave che affonda, colpita da un assalto implacabile di migranti, un declino economico e, ovviamente, da una perdita totale di identità.

Chi avrebbe mai pensato che tutto ciò potesse accadere?

Una vera sorpresa, non c’è che dire!

Il documento si apre con la drammatica constatazione che l’Europa, nel suo insieme, sta perdendo la sua importanza nell’economia mondiale, così come un vecchio artista che, dopo aver riempito stadi, ora suona nel garage di casa con un pubblico di due gatti e un pesce rosso.

Ma il vero fulcro della questione rimane il tema dell’immigrazione selvaggia.

Perché si sa, la presenza di persone provenienti da paesi diversi può solo significare la fine della civiltà europea, come se ogni migrante fosse in possesso di una bacchetta magica capace di annullare secoli di cultura.

Il capitolo europeo della strategia mette in evidenza quanto siano terribili le politiche europee e gli organismi transnazionali.

“Tuttavia, chi ha bisogno di libertà e sovranità politica?” sembra suggerire il documento, mentre si allude a un’Europa che si piega al volere di Bruxelles e dei suoi burocrati che, armati di timbri e scartoffie, hanno deciso di rubare l’anima al continente.

Ma attenzione!

Non dimentichiamo i tassi di natalità in caduta libera, che sono un vero colpo di grazia.

L’Europa, quindi, è in via di estinzione, pronta ad essere sostituita da una generazione di europei indigeni in pensione e da nuove etnie sempre più numerose.

Ma non vi preoccupate, cari lettori!

Perché se la tendenza dovesse continuare, tra vent’anni avremo un’Europa così irriconoscibile che nemmeno i cartografi riusciranno a trovarla. Potremmo persino trovarci di fronte a NATO a maggioranza non europea.

Immaginate le risate nei corridoi delle ambasciate quando un nuovo membro chiederà di sentirsi “a casa” mentre si siede per discutere le strategia militari!

Dopo tutto, la vera priorità di questa strategia è mettere la parola “fine” all’era dell’immigrazione di massa.

Sì, perché si sa che migrare è un fenomeno recente, una moda degli ultimi decenni che ha sorpreso tutti, proprio come l’invenzione del telefono cellulare. E che dire del sostegno ai “veri alleati politici” in Europa?

I partiti di destra, finalmente, ricevono l’approvazione dallo zio Sam.

È un momento storico!

L’America incoraggia la rinascita dello spirito nazionale europeo, come se rinsaldare bandiere e slogan potesse davvero fermare il tempo e far rivivere un’epoca passata.

Viva la nostalgia!

A questo punto, non possiamo ignorare l’inevitabile spinta del Dipartimento di Stato verso una campagna anti-immigrazione.

Sembra quasi che gli americani, dai loro comodissimi divani, vogliano guidare le manifestazioni in Europa, come se avessero il diritto di disegnare la mappa continentale a piacimento.

Che bei tempi, quelli in cui i cittadini europei esprimevano frustrazione per l’immigrazione incontrollata, certo che i loro governanti avrebbero risposto con un’azione decisiva… o un calice di vino, a scelta.

Alla fine, secondo la National Security Strategy, l’Europa che conosciamo è praticamente morta. “Non esiste più,” ci informa il documento con un tono da funerale.

E chi sono i colpevoli?

Ovviamente, i “farabutti” dell’Unione Europea, responsabili di aver sepolto il continente sotto una montagna di leggi e regolamenti.

Difficile non provare un senso di pietà per questa visione catastrofica, sebbene sia difficile ridere quando la situazione è così seria.

Ma in tutto questo, godiamoci la drammaticità e il sarcasmo della situazione.

Certo, l’Europa avrà bisogno di reinventarsi, ma chi ha detto che non possa farlo con uno stile tutto suo?

Magari con un grande ballo in maschera per nascondere il declino, mentre si prepara a celebrare l’addio alla civiltà come l’abbiamo conosciuta.

Alla fine, ciò che conta è che ci sia sempre spazio per sarcazzate e satira in un mondo che sembra sempre più surreale.

E ora, brindiamo a un futuro che potrebbe rivelarsi tanto affascinante quanto incerto – e speriamo che il pesce rosso in salotto ci dia qualche consiglio saggio.

Di Admin

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