LA LOBBY TREMA

Fabrizio Corona, il maestro del gossip all’italiana, ha deciso di elevare la sua arte a una nuova dimensione: lanciare un attacco frontale alla tanto osannata lobby LGBT.
 Un’impresa che rasenta il romanzesco, se non fosse che siamo di fronte a una realtà inquietante.
Perché, al posto di un Harvey Weinstein, abbiamo Alfonso Signorini, l’uomo che, con il suo potere mediatico, sembra avere in mano le vite e le carriere di tanti uomini eterosessuali.
Chi non conosce quelle chiacchierate “prestazioni” richieste in cambio di un posto al sole?
Certo, la narrazione popolare ci ha abituati a certo tipo di dinamiche, ma qui siamo proprio nel cuore pulsante di un sistema che, a quanto pare, preferisce sorvolare.

Ecco che Corona, vestendo i panni dell’eroe improvvisato, ha messo insieme chat compromettenti e prove scintillanti, una sorta di reality show della verità, dove il dramma è reale e i coinvolti ben noti.
Ma incredibilmente, il sistema mediatico italiano sembra aver attivato un protocollo di silenzio.
 E così, mentre il Corriere della Sera si prolunga in insipide pagine di gossip sul calciatore Morata e la sua ennesima separazione, il tanto criticato “me too” in salsa arcobaleno passa sotto silenzio, come se la questione non meritasse neanche un commento.
Ma come?
 La stessa testata che ha scatenato la furia contro il patriarca Berlusconi per le sue “prodezze” (etero) ora si trasforma nel custode di una verità scomoda?

Repubblica, il paladino della giustizia sociale, rimane muta, mentre Dagospia, l’onnipresente cassa di risonanza, chiude gli occhi sull’argomento e protegge Signorini come se fosse un santo.
Dov’è finita la loro affiliazione con la “verità” quando la carica esplosiva di queste rivelazioni rischia di travolgere non solo i protagonisti, ma l’intera rete di alleanze consolidate?

E il Partito Democratico?
Zitto come un pesce.
 Solo Antonio Tajani, il cavaliere dell’alleanza di centro-destra, sembra aver colto la gravità della situazione, inserendosi nella mischia con un’affermazione da manuale che non poteva mancare: una ricandidatura alla guida di Forza Italia.

La lobby LGBT, sempre pronta a farsi sentire con la sua voce potente, questa volta si ritrova a tremare.
 Di fronte a un scandalo che potrebbe riscrivere le regole del gioco, la strategia di silenzio è l’unica arma che sembra aver funzionato fino ad ora.
Si muovono come una serpe in salita, cercando di mantenere intatta la loro reputazione, ma alimentando il dubbio e inscenando una difesa che più che solida appare fragile come un castello di sabbia.

A Mediaset e in casa Berlusconi, auspico sia iniziato un serio dibattito interno.
Ma chi siamo noi a chiederlo?
Del resto, hai un potere enorme nelle tue mani, e lasciare che un gruppo di élite arcobaleno detti legge, e perfino faccia silenziare delle voci scomode, è un affronto non da poco.
 Corona, con il suo coraggio disarmante, ha esposto i meccanismi marci di un sistema che, evidentemente, si pensava invulnerabile.

Se questo non è un campanello d’allerta, non so cosa possa esserlo.
Ma ci chiediamo: perché solo Corona ha avuto il fegato di dar voce a questi scandali?
Dove sono gli altri?
 Forse impegnati a girare per party esclusivi e a sfoggiare sorrisi smaglianti sui social, mentre la verità si annida tra le ombre?

In un’epoca in cui il “me too” dovrebbe rappresentare un baluardo di giustizia e di rispetto, assistiamo a una distorsione inaccettabile, dove gli attori principali sembrano muoversi in un evidente conflitto di interessi. Eppure, chi avrebbe mai pensato che il mondo del gossip potesse rivelare verità così sconcertanti? La risposta è semplice: nessuno, perché finora si era scelto di far finta di nulla.

Avremo mai il coraggio di affrontare queste verità scomode o continueremo a rifugiarci dietro il paravento del politicamente corretto?
Le prossime settimane potrebbero rivelare molto, ma se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che la pressione affinché tutto rimanga immutato è forte.
 Da un lato, vediamo una lobby che trema, dall’altro una società che si interroga su cosa significhi realmente il potere – e il suo prezzo.

Intanto, Corona si gode il suo momento: lo spirito ribelle che, in un’epoca di conformismo, riesce a scuotere le acque stagnanti del gossip italiano. Chissà se, alla fine, sarà lui a riscriverti le regole.

Se non altro, potrebbe diventare il nuovo protagonista di un romanzo che racconta di potere, sesso e omertà, con un finale aperto che lascia tutti con il fiato sospeso.
Chi lo sa?
Magari, già lunedì prossimo, avremo nuove rivelazioni, e i titoli di giornale cambieranno rotta, stracciando ogni ipocrisia accumulata. Gioco di potere, ma anche di scoperte.
 E, cosa ancora più interessante, il pavimento della verità potrebbe essere ben più scivoloso di quanto immaginiamo.
Ma per adesso, in questo gioco di specchi e ombre, l’unica certezza è che il sipario è appena stata alzato.

Di Admin

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