
Rubio e Hegseth non stanno giocando i loro scacchi politici e allo stesso tempo stanno togliendo gli ostacoli dalla strada, con le buone o con le cattive.
L’esposizione costante di Delcy Rodriguez non cerca un collasso immediato del regime, ma qualcosa di più efficace: gestire la sua usura senza provocare esplosioni incontrollabili.
Non è improvvisazione, è chirurgia politica.
Precisa, lenta e calcolata.
Rubio capisce che un’implosione improvvisa genera vuoti che solitamente riempiono attori peggiori: mafie, dissenso armato o potenze esterne con un’agenda propria.
Per questo scegli un’altra strada: mostrare contraddizioni, smontare racconti e lasciare tracce visibili di informazioni sensibili.
L’effetto non è epico, ma è letale.

I risultati sono chiari:
- Delcy è isolata. Ogni esposizione riduce la sua credibilità interna. Passa da attivo a passivo rischioso. Nessuno si fida del tutto di chi appare sempre sotto il riflettore degli altri.
- La paranoia si installa. Quando ciò che sa Washington coincide con i movimenti interni, la domanda non è “cosa è successo”, ma “chi ha parlato”. E questo dubbio decompone più velocemente di qualsiasi sanzione.
- Si preserva una governance minima. Non per salvare il regime, ma per evitare che il paese cada in un disordine che renda impossibile qualsiasi transizione.
- Delcy rimane intrappolata in un vicolo cieco: cooperare la indebolisce; resiste all’isola.
- Qualsiasi decisione gioca contro di lui.
- E Rubio lo sa.
- Ecco perché preme senza detonare. Quello che stiamo guardando non è vendetta o spettacolo. È usura calibrata. Disarmo a strati. Niente epico, niente rumore… e proprio per questo, pericoloso per il regime.

