In un mondo dove la geopolitica si mescola con il sentire popolare, i recenti sviluppi intorno al petrolio messicano destinato a Cuba offrono uno spaccato interessante e, oserei dire, ironico.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha ritenuto opportuno mettere in chiaro che non c’è stato alcun aumento nell’invio di petrolio a Cuba. D’altronde, chi avrebbe mai pensato che un paese come il Messico potesse mantenere una continuità nelle sue politiche energetiche?

Incredibile, no?

La Sheinbaum, durante una delle sue conferenze mattutine – quelle in cui i politici amano snocciolare numeri e statistiche per mascherare la realtà – ha affermato che gli invii di petrolio non sono una manovra disperata o una reazione agli eventi politici.

No, quello che sta succedendo è semplicemente un “invio storico”. Ah, la magia dei termini! Proprio come quando decidiamo di “riorganizzare” le nostre finanze dicendo che stiamo “ottimizzando” il nostro budget.



Ecco, Sheinbaum ha spiegato che le spedizioni di crudo verso l’isola sono basate su contratti vigenti e schemi di aiuto umanitario.

È un bel gesto.

Ma ci permettiamo di chiedere: dal momento che questi “schemi di aiuto” sono tanto nobili, perché non li abbiamo visti più spesso nelle notizie?

Forse perché fare assistenza umanitaria è meno scandaloso rispetto a “vendere” petrolio?

Ah, la sottile arte della manipolazione linguistica.

Ma non finisce qui!

La presidente ha anche ricordato che altri governi messicani, come quello di Enrique Peña Nieto, hanno condonato debiti a Cuba.

Insomma, non siamo nuovi in questo gioco.

La storia delle relazioni energetiche tra Messico e Cuba non è una novità da tabloid; è un romanzo ben noto.

E noi pensavamo che la memoria collettiva fosse corta… ma non così tanto!

Si evince, quindi, che mentre il Venezuela è fuori dai giochi, il Messico ha assunto un ruolo quasi da “supereroe energetico” nella regione.

Ma, attenzione: ciò non significa un cambiamento nella politica verso La Habana!

Tranquilli, non si spaventino i puristi della politica estera!

Ed eccoci arrivati al punto cruciale: il contesto è cambiato, ma il Messico non ha mutato il suo percorso.

Oh, quanto è confortante sapere che il Messico rimane saldo nelle sue convinzioni, mentre il resto del mondo sembra impazzito!

Le parole della Sheinbaum sono un balsamo per le nostre anime ansiose, specialmente ora che il dibattito sulle alleanze energetiche è tornato in auge dopo la caduta di Maduro.

Un piccolo avviso ai naviganti: ogni barrile di petrolio è diventato un potenziale combustibile incendiario!

La crisi energetica di Cuba, che esplode nei titoli dei giornali come una soda agitata, rende ogni discussione sullo stato delle forniture energetiche una questione… politicamente esplosiva.

Perché l’energia, alla fine, è sempre una questione di potere.

E chi non desidera avere un po’ di petrolio in tasca quando si parla di strategia politica?

In sintesi, possiamo affermare che la relazione tra Messico e Cuba è come un vecchio matrimonio: pieno di compromessi e archiviazione di debiti, ma assolutamente inossidabile.

Non siamo nemmeno sicuri se ci sia un vero amore in ballo, ma poiché l’alternativa sarebbe discutere dei sentimenti, ci accontentiamo di fare affari.

In un’epoca in cui ogni decisione viene pesata con cautela, le parole di Sheinbaum potrebbero essere interpretate come un delicato tentativo di mitigare la tensione.

O forse, semplicemente, un modo per dire: “guardate, non stiamo facendo nulla di strano, è tutto sotto controllo”.

E chi, in questo meraviglioso teatrino della politica, non ama sentirsi rassicurato?

Dunque, continuiamo a osservare questa intricata danza diplomatica, dove il petrolio scorre come il vino.

E mentre l’uno tenta di convincere l’altro, noi cittadini possiamo solo sederci e goderci lo spettacolo, armati di un buon sarcasmo e una dose di ironia.

Ma chi può biasimarci?

In fondo, in un mondo dove tutto è una questione di interessi e alleanze, il vero protagonista resta sempre lo stesso: il petrolio.

Di Admin

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