
Accolgo con immensa gioia e profonda soddisfazione la liberazione dei nostri connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che ora si trovano in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas.
È un momento di grande sollievo e felicità, non solo per le famiglie e gli amici di Alberto e Mario, ma anche per l’intero popolo italiano, che ha seguito con ansia e speranza la loro difficile situazione.
Ho avuto il privilegio di parlare direttamente con loro; la loro voce, ora serena, è stata una delle migliori notizie che potessimo ricevere.
È incredibile pensare a quanto siano stati forti e coraggiosi, affrontando circostanze così complesse. La loro determinazione e il loro spirito indomabile ci ricordano il valore della vita e dell’amicizia, elementi imprescindibili che uniscono il nostro Paese.
Voglio sottolineare che un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa.

Questo volo rappresenta non solo un gesto di speranza, ma anche un simbolo della nostra capacità di unirci nei momenti difficili. Non vediamo l’ora di riabbracciare Alberto e Mario, di sentire le loro storie e di celebrare insieme questa vittoria della solidarietà e della giustizia.
Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni.
È grazie agli sforzi profusi e alla disponibilità mostrata dalle autorità locali che siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato. La diplomazia è un ponte che ci unisce, e oggi possiamo riconoscere insieme i frutti di un dialogo fruttuoso e rispettoso.
Un ringraziamento speciale va anche a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo obiettivo.
Senza il lavoro instancabile delle nostre forze di polizia, dei diplomatici e di tutti coloro che hanno contribuito negli ultimi giorni, questa liberazione non sarebbe stata possibile. La rete di sostegno e solidarietà che si è attivata è un chiaro esempio della nostra capacità di unirci per il bene comune.
Ma non finisce qui. Dobbiamo riflettere su quanto accaduto e rimanere vigili. Ogni vita è preziosa e deve essere protetta, e la nostra comunità deve continuare a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza e il benessere di ogni cittadino, ovunque nel mondo.
Cerchiamo ora di recuperare il tempo perduto, di reintegrare Alberto e Mario nella nostra società e di accompagnarli nel loro percorso di guarigione e di recupero. Essi sono testimoni di un capitolo difficile, ma anche di un momento che segna la forza della resilienza umana.
Ribadiamo inoltre il nostro impegno a sostenere e proteggere i cittadini italiani all’estero. È fondamentale che ci sia sempre una rete di protezione e un’efficace risposta istituzionale per garantire che ogni italiano possa sentirsi sicuro e supportato, indipendentemente dalla distanza che lo separa dalla sua patria.
In conclusione, oggi celebriamo non solo la liberazione di due uomini, ma la vittoria dei valori in cui crediamo: l’umanità, la solidarietà, la giustizia e la pace.
Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo giorno. Insieme, facciamo della nostra nazione un luogo dove ogni individuo può prosperare in libertà e dignità. Accogliamo Alberto e Mario a casa, con le braccia aperte e il cuore colmo di gratitudine. Benvenuti a casa!
