Roma, 25 Gennaio 2019 Un momento dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario presso la Corte di Cassazione ph. © Luigi Mistrulli (Roma - 2019-01-25, Luigi Mistrulli) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

1. Un Giudice Terzo come Garanzia di Libertà

Il concetto di un giudice terzo, libero da ogni vincolo e influenza, rappresenta una delle colonne portanti del sistema giuridico moderno.

Senza questo principio, il potere del Pubblico Ministero risulta squilibrato, compromettendo la parità dei diritti per tutti i cittadini.

È essenziale che il giudice si collochi in una posizione neutra rispetto all’accusa, non solo per garantire un processo equo, ma anche per preservare l’integrità della giustizia stessa.

La separazione delle carriere non è semplicemente una questione organizzativa; è un principio costituzionale fondamentale che tutela le libertà individuali.

Solo attraverso tale separazione possiamo restituire credibilità e fiducia nei confronti della magistratura.

2. Ruoli Diversi, Stesse Garanzie

L’attuale sistema, che unisce giudici e pubblici ministeri sotto un’unica organizzazione, ha dimostrato i suoi limiti. La riforma proposta, che distingue chiaramente queste due carriere, non è solo una questione di autonomia, ma un passo verso una giustizia più equa e trasparente.

In uno Stato di diritto democratico e liberale, è fondamentale che i giudici e i pubblici ministeri operino in contesti distinti, contribuendo a un sistema giuridico più chiaro e meno soggetto a influenze reciproche. Questo non solo facilita il lavoro di ogni singola figura professionale, ma anche rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni che li tutelano.

3. Per un Processo Davvero Equo

Essenziale per un processo giusto è la parità tra accusa e difesa. Entrambe le parti devono poter confrontarsi in condizioni di equilibrio, davanti a un giudice terzo e imparziale.

Questa separazione delle carriere non è una mera questione burocratica, ma rappresenta una realizzazione concreta dei principi costituzionali del processo accusatorio.

Un giudice distaccato sia dalla parte accusatrice sia da quella difensiva garantisce che le decisioni siano basate esclusivamente sulle prove e sulla verità emergente dal confronto, piuttosto che su dinamiche di potere.

4. Come in Tutte le Democrazie Liberali

Nel panorama europeo, è evidente come la separazione dei ruoli tra giudici e pubblici ministeri sia una prassi consolidata e rispettata.

L’Italia, al contrario, si trova in una situazione anomala, restando indietro rispetto a modelli di giustizia già affermati.

Allinearsi con queste pratiche non significa seguire mere imitazioni, bensì rispondere a un’esigenza di coerenza con i principi fondanti della nostra Costituzione e del principio di separazione dei poteri. Adottare questa riforma permetterebbe di riportare il nostro sistema giuridico su un binario di rispetto e fiducia.La riforma si configura, quindi, non come un mero adeguamento formale, ma come un’azione necessaria per riaffermare i valori che sostengono la nostra democrazia.

Un sistema in cui i poteri sono ben distinti e operano in equilibrio è un sistema in cui i cittadini possono confidare nella giustizia e nella sua imparzialità.

Abbandonare questa strada significa invece cedere a logiche di confusione e sovrapposizione, che minano la credibilità delle istituzioni e la fiducia dei cittadini nel loro operato.

In definitiva, la riforma rappresenta un investimento nel futuro della nostra democrazia, un passo necessario per garantire un sistema giuridico più giusto, efficiente e rispettoso dei principi costituzionali.

5. Una Giustizia che Fa Paura non è Giusta

È doveroso che chi crede nello Stato riponga fiducia nella sua giustizia.

Quando i ruoli tra giudici e pubblici ministeri si confondono, il rischio di perdere la fiducia dei cittadini è elevato.

Una giustizia che intimorisce o che diventa opaca nell’esercizio del suo potere perde la propria credibilità.

La giustizia è chiamata a essere un faro di verità e rettitudine, non uno strumento di oppressione o confusione.

Quando la bilancia pende in modo iniquo, quando le sentenze appaiono arbitrarie o motivate da interessi oscuri, la fiducia del popolo viene erosa.

Una giustizia che si nasconde dietro formalismi incomprensibili, che si avvolge in un linguaggio settario e inaccessibile, che si sottrae al controllo pubblico, abdica alla sua funzione essenziale: garantire l’equità e la trasparenza.

La credibilità della giustizia si fonda sulla sua capacità di essere imparziale, accessibile e comprensibile a tutti i cittadini, senza distinzioni di ceto, razza o credo.

Solo così può adempiere al suo mandato di proteggere i diritti e le libertà di ciascuno, e di promuovere una società giusta e pacifica.

Separare le carriere, quindi, equivale a rendere la giustizia più trasparente e accessibile, affinché chi cerca aiuto possa trovare un sistema di protezione autentico e garantito.

6. Separare per Difendere Autonomia e Indipendenza

L’autonomia del giudice non può essere garantita se i ruoli rimangono confusi.

La separazione non solo assicura l’indipendenza della magistratura da pressioni esterne, politiche o ideologiche, ma ne rafforza anche la funzione di garanzia per i diritti dei cittadini.

Una magistratura libera è una giustizia più forte, capace di servire il bene comune e di difendere i diritti senza piegarsi alle logiche di potere.

7. Sorteggio dei Componenti del CSM: Maggiore Trasparenza e Meno Correntismo

La giustizia deve rendere conto ai cittadini e non ai gruppi di potere. L’introduzione del sorteggio per i componenti dei Consigli Superiori della Magistratura (CSM) rappresenterebbe un importante passo avanti per superare le dinamiche correntiste che attualmente influenzano le nomine.

Questo meccanismo contribuirà a ripristinare la legittimità dell’organo di garanzia, facendolo tornare a essere strumento di tutela per i magistrati, piuttosto che un apparato di potere interno.

8. Il Presidente della Repubblica come Garante

Il ruolo del Presidente della Repubblica come custode della Costituzione e della libertà dei cittadini è fondamentale in questo processo.

La riforma sottolinea l’importanza della sua funzione di garanzia, prevedendo la sua presidenza in entrambi i Consigli Superiori e assicurando così coerenza e indipendenza per la magistratura.

Un Presidente che unisce, piuttosto che divide, contribuisce a un’idea di giustizia ordinata e conforme ai principi liberali.

9. Un’Alta Corte per una Giustizia Responsabile

La giustizia deve essere trasparente e rispondere ai cittadini.

L’istituzione di un’Alta Corte disciplinare autonoma e indipendente garantirà che le responsabilità dei magistrati vengano valutate con obiettività e integrità.

Nella misura in cui chi amministra la giustizia è tenuto a seguire le stesse regole dei cittadini, la credibilità del sistema giuridico ne uscirà rafforzata.

L’istituzione di un siffatto organo giurisdizionale, sganciato da influenze politiche o corporative, rappresenterebbe un passo avanti decisivo verso una maggiore trasparenza e accountability della magistratura.

Si eviterebbero, in tal modo, le opacità e i sospetti che talvolta gravano sulle decisioni disciplinari, alimentando la sfiducia dei cittadini verso la giustizia.

Un’Alta Corte disciplinare, composta da membri di elevata caratura morale e professionale, sia interni che esterni alla magistratura, sarebbe garanzia di imparzialità e competenza, assicurando che i procedimenti disciplinari si svolgano nel rispetto del contraddittorio e dei diritti della difesa.

Solo così si potrà restituire piena credibilità alla funzione giudiziaria, pilastro fondamentale dello Stato di diritto.

Nessuno deve essere al di sopra della legge, nemmeno coloro che sono incaricati di applicarla.

10. Una Battaglia di Libertà, Non di Potere

In conclusione, ciò che ci spinge a sostenere la riforma della separazione delle carriere è una profonda convinzione nel valore della giustizia come servizio ai cittadini.

Questa è la storica battaglia dell’Unione delle Camere Penali Italiane: non contro qualcuno, ma per il bene comune.

Dire SÌ alla separazione delle carriere significa ripristinare la credibilità e l’autorevolezza della magistratura, assicurando un processo più giusto e una giustizia più trasparente, nell’interesse di tutti i cittadini.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la direzione è chiara: una giustizia che dichiara la propria indipendenza, che agisce in modo imparziale e che si pone come garante dei diritti di ognuno, è un segno di civiltà e progresso per l’intero Paese.

Dobbiamo lavorare insieme per realizzare questa visione, per il futuro della nostra democrazia, per la libertà di tutti.

Di Admin

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