Di Hypnos

Gaspare Mutolo

dall’inferno alla redenzione

– un film che restituisce verità e dignità
La vicenda umana di Gaspare Mutolo, storico collaboratore di giustizia di Cosa Nostra, rappresenta uno dei più profondi e controversi percorsi di redenzione del nostro tempo.

Mutolo ha conosciuto l’inferno della violenza, del potere criminale e della morte, ma ha avuto il coraggio – raro e costoso – di spezzare quel mondo raccontandone la verità.

La sua scelta non è stata opportunistica, ma esistenziale: una frattura netta con il passato, pagata con l’isolamento, la solitudine e la condanna eterna del giudizio pubblico.
Il filmato realizzato da Luigia Aristodemo per Dire News è un atto di giustizia morale prima ancora che giornalistica.

Aristodemo affronta la figura di Mutolo senza indulgenza ma senza ipocrisia, restituendo allo spettatore la complessità di un uomo che ha attraversato il male e ne è uscito trasformato.

La sua regia è sobria, rispettosa, profonda: non assolve, ma comprende; non santifica, ma riconosce il valore del pentimento autentico.
Come psicologo, mi sento sinceramente onorato di aver potuto offrire il mio contributo alla comprensione di questo percorso umano.

Chi lavora con la psiche sa bene che solo chi ha conosciuto davvero l’oscurità può scegliere consapevolmente la luce.

La storia dell’umanità – e quella della Chiesa stessa – è costellata di figure che, prima della redenzione, furono assassini, delinquenti, persecutori.

Il pentimento, quando è reale, non cancella il passato, ma lo trasforma in responsabilità.
Se oggi la Chiesa fatica a riconoscere percorsi come quello di Mutolo, ciò non ne annulla il valore spirituale.

La redenzione non è un’operazione di facciata, ma un cammino doloroso, solitario, spesso non riconosciuto.

In questo senso, il film di Luigia Aristodemo compie un gesto coraggioso: mostra che anche chi ha abitato l’inferno può intravedere il paradiso, se sceglie la verità e ne accetta il prezzo.
Questo filmato rende onore non solo a Gaspare Mutolo, ma all’idea stessa che l’uomo non sia mai riducibile al suo peggior errore.

È un’opera necessaria, in un tempo che preferisce la condanna facile alla comprensione profonda.

Un invito a guardare il pentimento come possibilità reale di rinascita, non come scandalo da nascondere.

Di Admin

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