Oltre l’annuncio e la retorica della novità, il rigore scientifico come fondamento dell’attribuzione e della conoscenza storicaNel linguaggio contemporaneo dell’arte, il termine scoperta è spesso ridotto a slogan, una formula efficace per catturare l’attenzione ma povera di reale contenuto scientifico.

Stefano Colucci, direttore di Colucci Fine Art, si sottrae consapevolmente a questa semplificazione, restituendo al concetto di attribuzione il suo significato più autentico: un atto di responsabilità nei confronti della storia dell’arte e delle istituzioni che la studiano, la conservano e la trasmettono.Nel suo approccio, la scoperta non è mai un traguardo, ma un punto di partenza. Individuare un’opera, intuire la sua rilevanza storica e qualitativa, implica assumersi il compito di sottoporla a un rigoroso processo di verifica. È in questo passaggio che il metodo diventa centrale e Colucci Fine Art si configura come una vera struttura di ricerca, più che come un semplice intermediario del mercato.

Ogni opera viene sottoposta a un percorso articolato: analisi stilistiche, confronti iconografici, studio dei materiali, ricostruzione del contesto storico e un dialogo continuo con specialisti. Stefano Colucci opera all’interno di una rete internazionale di storici dell’arte, critici, conservatori museali e studiosi, con i quali condivide ipotesi, dubbi e risultati. È questo confronto che trasforma un’intuizione in una proposta scientificamente fondata.In questo modello, la scoperta non è mai un gesto solitario né autoreferenziale.

Al contrario, Colucci rivendica il valore del lavoro corale, in cui ogni competenza contribuisce a consolidare la solidità dell’attribuzione. Colucci Fine Art diventa così un luogo di mediazione qualificata tra opera, studioso e istituzione, garantendo credibilità e continuità nel tempo.Non esistono scorciatoie o colpi di scena. Un’attribuzione realmente solida non deve convincere nell’immediato, ma dimostrare la propria tenuta nel tempo, resistere al vaglio critico e integrarsi coerentemente nella storiografia.

È un approccio che richiede pazienza, prudenza e, talvolta, la capacità di rinunciare a scelte economicamente vantaggiose ma culturalmente premature.Questo metodo ha permesso a Stefano Colucci di lavorare su opere complesse e spesso inedite, restituendo loro una dignità critica che precede qualsiasi valorizzazione di mercato. In un sistema che premia la rapidità, Colucci Fine Art sceglie la profondità; in un contesto dominato dall’annuncio, privilegia la verifica.È in questa tensione tra intuizione e responsabilità che si colloca l’autorevolezza del lavoro di Stefano Colucci: non nella proclamazione della scoperta, ma nella capacità di trasformarla in conoscenza condivisa.

Scopri di più da Giornalesera.com

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere