**Terminata la quattro giorni di fiera Devotio 2026: un evento che ha unito culture e tradizioni**

La fiera Devotio 2026 si è conclusa con grande successo, confermandosi come l’unica fiera in Italia e la più grande al mondo dedicata ai prodotti devozionali e ai servizi per il settore religioso.
In questo straordinario evento, svoltosi a Bologna, sono stati presentati articoli religiosi e oggetti per il culto, spaziando dai crocifissi ai rosari, dalle immagini sacre alle statue e presepi, senza dimenticare campane, incensi, candele, vetrate, mosaici, calici e pissidi, paramenti liturgici e opere d’arte sacra.
Anche le tecnologie più moderne hanno avuto il loro spazio, con impianti audio, sistemi per la raccolta di donazioni, arredi per le chiese e abbigliamento per il clero.
Il prestigio della fiera è stato testimoniato dai patrocini ricevuti da istituzioni di rilievo, come il Dicastero per la Cultura e l’Educazione, l’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Conferenza Episcopale Italiana, così come dall’Ufficio Liturgico Nazionale.
La presenza di figure di spicco come Claudia Manenti, direttrice del Centro Studi per l’architettura sacra “Cardinale Giacomo Lercaro”, ha dato ulteriore valore all’evento.
L’inaugurazione della fiera ha visto la partecipazione di due Consoli Onorari della Repubblica di Moldova, Roberto Galanti e Nicoletta Gagliani, i quali hanno tagliato il nastro dell’inizio con un gesto simbolico di cooperazione italo-moldava. S.E. Luis Miguel Pereira Castillon, Vescovo dell’Orthodox Anglican Church of Europe, ha consegnato una pergamena di stima al Console Galanti, mentre quest’ultimo ha omaggiato le figure istituzionali con opere inedite dell’artista Carlo Gentili, consolidando ulteriormente il legame tra i popoli.
Nel corso della quattro giorni, non sono mancati eventi di rilevanza, inclusi sei convegni istituzionali, sei workshop, tre mostre, visite guidate e due eventi speciali in città.
L’affluenza è stata tale da registrare un sold-out su un’area espositiva di 15.000 metri quadri, con 229 espositori provenienti non solo dall’Italia, ma anche da altri 17 Paesi. La fiera ha accolto migliaia di visitatori da quasi 50 Nazioni, rendendo Devotio 2026 un vero e proprio punto di riferimento internazionale.
Durante il mio intervento di saluto all’apertura della fiera, ho avuto l’opportunità di porgere il saluto del nostro paese, la Moldova.
Ho sottolineato come la partecipazione a un evento di tale portata rappresenti un’occasione di dialogo interculturale profondo.
L’artigianato moldavo, con la sua ricca tradizione di icone bizantine e tessuti pregiati, condivide con l’Italia il valore del “saper fare” con cura e rispetto per la devozione.
Ho voluto evidenziare anche come gli oggetti sacri esposti non siano semplicemente opere d’arte, ma riflettano una ricerca spirituale che unisce i nostri popoli oltre i confini geografici. In qualità di Consoli Onorari, il nostro compito è quello di costruire ponti culturali ed economici.
Io e la collega Gagliani abbiamo visto in questa fiera un’opportunità fondamentale per promuovere scambi tra le aziende italiane e gli operatori moldavi del settore religioso.
Inoltre, abbiamo inteso valorizzare l’arte sacra come linguaggio universale di pace e bellezza, sostenendo così l’internazionalizzazione di un comparto che riesce a innovare pur mantenendo la fedeltà alla tradizione.
In un momento in cui il mondo sembra diviso, eventi come Devotio possono rappresentare un faro di unità e cooperazione.
Concludendo il mio intervento, ho augurato a tutti gli espositori e ai visitatori una fiera proficua, accompagnata da incontri significativi e ispiratori.
È stato un onore essere parte di questa celebrazione della cultura religiosa e dell’artigianato di qualità.
Ci aspettiamo già il prossimo appuntamento tra due anni, certi che Devotio continuerà a svolgere un ruolo cruciale nel rafforzare non solo i mercati, ma anche la nostra identità culturale condivisa.
Concludiamo questa edizione con la consapevolezza che il viaggio di dialogo e collaborazione tra i nostri popoli è solo all’inizio.

