Roberto Galanti

*Una tragedia universale nella consapevolezza collettiva**

Le morti bianche rappresentano una tragedia universale, un’epidemia silenziosa che attraversa i confini geografici e culturali, colpendo lavoratori in ogni angolo del mondo con la stessa crudeltà e imprevedibilità.

Nella consapevolezza di questo dolore condiviso, l’inaugurazione del murales “Capire le morti bianche” di Carlo Gentili presso la sede UNMIL ha offerto un momento di riflessione profonda e necessaria.

Presieduta da autorità istituzionali, tra cui rappresentanti regionali, comunali, INAIL e esperti in materia di infortunistica grave, l’inaugurazione ha sottolineato l’urgenza e la rilevanza di un tema che spesso viene relegato ai margini della nostra attenzione.

Era presente Roberto Marcoionni ,già past presidente del club 41 Italia Riviera Adriatica San Benedetto.



Il murale di Carlo Gentili non è solo un’opera d’arte; è un grido visivo che richiama alla memoria i volti delle vittime.

Questi visi, evocati dal talento dell’artista, rappresentano non solo il dolore locale, ma anche un appello globale per la dignità del lavoro e la prevenzione di lutti che potrebbero essere evitati.

La presenza dei tanti attori coinvolti nell’inaugurazione evidenzia come questa questione sia intrinsecamente legata alla comunità e al progresso sociale.

**Il messaggio del Console Onorario della Moldova**

Roberto Galanti, Console Onorario della Moldova, è intervenuto con una presentazione incisiva che ha messo in luce i dati allarmanti riguardanti le vittime del lavoro, non solo nella sua nazione, ma anche in Italia, con particolare attenzione al settore dell’autotrasporto.

Le statistiche recenti sull’andamento delle morti sul lavoro in Moldova sono agghiaccianti: nei primi nove mesi del 2025, sono stati registrati 56 decessi su 515 incidenti totali, per un tasso di 4,8 fatalità ogni 100.000 lavoratori, significativamente più alto rispetto al tasso di 1,76 per l’Unione Europea.


Questo dato mette in evidenza una realtà tragica e sconcertante. Con circa 500-550 incidenti annuali e 60 decessi nel 2023, la Moldova è un esempio di come le statistiche possano raccontare storie di vite spezzate e famiglie distrutte.

Le cause più comuni di morte sul lavoro includono cadute dall’altezza, schiacciamenti, urti da attrezzature, crolli di oggetti, ustioni chimiche/termiche ed elettrocuzioni, settori tutti caratterizzati da un elevato grado di rischio.

È evidente che la questione della sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità non solo a livello nazionale, ma anche europeo.

**La situazione in Italia**

Parallelamente, la realtà italiana non è da meno.

Nel 2024, gli incidenti stradali hanno causato ben 3.030 vittime totali, con 146 occupanti di autocarri – principalmente autisti di mezzi pesanti – a perdere la vita.

Questo dato segna un incremento allarmante del 30,4% rispetto all’anno precedente, alimentando una crescente preoccupazione per il settore dell’autotrasporto.

Il report ISTAT-ACI ha messo in evidenza un aumento generale degli incidenti, con un totale di 173.364 incidenti stradali con lesioni, pari a un incremento del 4,1% rispetto al 2023.

Tra i feriti totali si contano 233.853 persone, evidenziando un trend critico che richiede azioni immediate e strategie di prevenzione.

Gli autisti, che quotidianamente affrontano percorsi ad alta percorrenza, continuano a trovarsi in situazioni di rischio estremo, sollecitando una riflessione seria sulle misure di sicurezza in ambito lavorativo e stradale.

**Un appello alla responsabilità collettiva**

La tragedia delle morti bianche, sia in Moldova che in Italia, ci invita a guardare oltre i numeri e a considerare le vite che essi rappresentano.

Ogni dato è una persona, ogni incidente racconta una storia, e ogni vittima ha lasciato un vuoto incolmabile nelle proprie famiglie e comunità.

La responsabilità per la sicurezza sul lavoro non ricade unicamente sui datori di lavoro, ma è un impegno collettivo che coinvolge istituzioni, enti di controllo, organizzazioni sindacali e lo stesso lavoratore.

È fondamentale promuovere una cultura della prevenzione, investire in formazione e sensibilizzare sui rischi associati a determinati lavori.

Solo attraverso un approccio collaborativo e olistico possiamo sperare di ridurre l’incidenza di morti bianche e migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori.



**Conclusioni**

L’inaugurazione del murales “Capire le morti bianche” di Carlo Gentili è stata un’opportunità per riflettere su una problematica che non può lasciare indifferenti.

Le parole del Console Onorario della Moldova e la partecipazione delle istituzioni sono segnali di un crescente riconoscimento della gravità della situazione.

Dobbiamo continuare a lottare per la sicurezza e la dignità dei lavoratori, affinché queste tragedie non siano solo statistiche, ma spunti di riflessione e cambiamento.

Che il murale possa rimanere un monito permanente, un grido di aiuto e un richiamo all’azione che non possiamo ignorare.

Di Admin

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