Casal di Principe (Caserta) - Camorra - Le foto storiche dell'arresto del boss dei Casalesi Francesco Sandokan Schiavone nel 1998

De Ficchy Giovanni

Dopo 26 anni di omertà, un muro dietro il quale si era trincerato, Il boss 70enne del clan dei Casalesi, noto come “Sandokan”, ha iniziato a collaborare con la giustizia.

Il boss fu scovato in un bunker costruito all’interno di una abitazione al centro di Casal di Principe, in via Salerno, assieme con la moglie Giuseppina Nappa, le figlie e il cugino Mario, Francesco “Sandokan” Schiavone è stato condannato all’ergastolo nel processo Spartacus per diversi omicidi di camorra.

Sandokan venne arrestato per la prima volta nel 1972, appena 18enne, per detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.

Arrestato nel 1998, da allora è detenuto al regime di massima sicurezza del 41 bis. Anche i suoi figli, Nicola e Walter, hanno deciso tempo fa di intraprendere lo stesso percorso. 

Ultimamente erano emerse voci, infatti già da alcuni giorni a seguito del trasferimento dal carcere di Parma a quello dell’Aquila, sempre in regime di 41bis, a causa delle sue condizioni di salute precarie. 

Schiavone potrebbe far luce su alcuni misteri irrisolti, come l’uccisione in Brasile nel 1988 del fondatore del clan Antonio Bardellino, o sugli intrecci tra camorra e politica.

Chi è legato a lui, nella sua nuova veste di pentito, rischia infatti di diventare un bersaglio. 

Per questa ragione, nei giorni scorsi, le forze dell’ordine hanno raggiunto la casa del capoclan dei Casalesi, per proporre il programma di protezione ai suoi familiari.

Nel frattempo, rimangono trincerati dietro la spessa coltre dell’omertà l’altro storico capo dei Casalesi Francesco Bidognetti, noto come “Cicciotto e Mezzanotte”, in carcere dal 1993, e Michele Zagaria, catturato il 7 dicembre 2011 dopo sedici anni di latitanza.

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