Giovanni De Ficchy

Ebbi modo di conoscerla personalmente, incontrandola varie volte al ristorante di mio zio, “il Santa Lucia” di Milano, era sempre insieme a Raggio erano agli arresti domiciliari, e si sbrigavano a consumare i pasti, come si fà nel capoluogo milanese, perchè potevano arrivare da loro i carabinieri.

Quello della contessa Francesca Vacca Agusta resta ancora oggi un mistero a cui nessuno  è riuscito a dare un senso: neppure le “indagini” svolte dai numerosi mezzi di comunicazione (oltre che dagli inquirenti), dal famoso 8 gennaio del 2001 , sono riuscite a trovare una soluzione alla tragedia della misteriosa scomparsa della nobildonna

Una notte bagnata dalla pioggia,

Questo evento misterioso ha messo in moto una macchina quasi inarrestabile, ha tutti gli ingredienti per scatenare, ancora oggi, attenzioni e morbosità.

 Fu il primo caso che portò la cronaca nera nei salotti tv.

Una vita intensa fatta di amori passionali, tormentati e impossibili, da lusso estremo e, soprattutto, da un’eredità miliardaria lasciata alla bellissima ex mannequin dal marito Riccardo Agusta, il re degli elicotteri, che aveva sposato nel 1967

Una donna molto difficile di carattere molto difficile da capire, con un carattere istrionico, contraddittorio.

Non aveva vie di mezzo per intenderci, poteva diventare aggressiva a parole.

Un giorno gli andava bene un colore, il seguente andava bene un altro casual e elegante al tempo stesso

Si è trattato di un gioco finito male ?

si fatica a credere alla più banale ipotesi di una “semplice” disgrazia 

Si è trattato di un crimine ben riuscito ?

Peccato che da Villa Altachiara, considerata ormai maledetta, siano emersi solo incognite e dubbi

Un patrimonio sconfinato, oltre mille miliardi di lire, su un solo conto corrente, dove si dice fosse transitata poi la maxi tangente Enimont, da 1200 miliardi di lire.

Scivolata o spinta dentro al vuoto che precipita dalla terrazza sino agli scogli, 80 metri di rocce in verticale.

Le prove della caduta e dell’annegamento saltano fuori, una ad una, l’accappatoio e quelle pantofole trovate sulla scogliera a picco sullo splendido mare di Portofino.

 E’ morta prima di schiantarsi in mare, non c’è acqua nei polmoni.

La risacca del mare che la cattura nella sua rete di correnti che spingono sempre a ponente , trascinando i segreti di quella caduta e di quel corpo per 200 miglia marine, lungo le spiagge liguri, i litorali della Costa Azzurra, fino ai tramonti di Tolone, per restituirlo gonfiato dall’acqua, sfigurato dai pesci, dopo due settimane di navigazione solitaria.

A detta del medico legale, significativo è trovare segni di ossa rotte, traumi accidentali, e la mancanza di aria nei polmoni.

Il mistero ad esempio mai chiarito dei segni di colpi inferti alla testa della salma, che era rimasta in balia del mare per oltre un mese. 

 Villa Altachiara, la più bella di tutto il promontorio, la più alta, la più solitaria, a picco sul mare che visto da lassù sa essere nero molto più della notte, quando è notte.  

Quella notte faceva freddo, il vento freddo ti tagliava la faccia, la contessa era nella sua camera, il suo amante “Tirso”,  il messicano Tito Chazaro, l’ultimo fidanzato, playboy cinquantenne specializzato in cuori infranti.

Un personaggio aggressivo che la picchiava molto, spesso a sangue, una volta venne ritrovata con un gancio infilato nel collo.

Susanna Torretta, che gli articoli di quel periodo descrivevano come la “dama di compagnia”, era presente quella sera.

Lei era spaventata a detta della stessa Torretta.

Si era nascosta nella camera rosa, non è corretta la versione che la vede “chiusa in un armadio” perchè lì non ve ne erano, era in panico, scappata da qualche minaccia un pò forte, non si riesce a capire come avesse fatto a scendere le scale ,arrivare in uno dei tre salotti, aprire una pesante porta finestra, con quelle ciabattine di spugna, scavalcare un muretto.

Il giardino dove sarebbe andate è nel retro della villa dove non ti vede nessuno, il muretto di cinta è alto,

bisognava scavalcarlo, camminando come una zoombie, vi è po’ una montagna di terra, dove c’è un larice, un angolino di terra 50 per 50 centimetri, molto difficile da superare.

C’è qualcosa che stona, il caso presenta delle zona d’ombra.

La perizia medico legale, effettuata a posteriori, presenta ricostruzioni che non coincidono con quanto raccontato dai presenti.

Nata a Genova il 29 ottobre del 1942, Francesca Vacca Graffagni conobbe quello che sarebbe poi diventato suo marito nei primi Anni ’70.

La storia della contessa Francesca Vacca Agusta, 58 anni, regina di cuori del jet set milanese, di denari ereditati, e di capricci che faceva scivolare lungo le nevi di St. Moritz e le crociere sul Mau Mau, lo yacht da 54 metri.

Tanti erano i personaggi con cui la donna aveva avuto a che fare: l’ex compagno Maurizio Raggio ad esempio, o la moglie di quest’ultimo Rocio Zaldivar, che nel 2001 dichiarò che la contessa prima di morire aveva nascosto un tesoro di diamanti, pelle, zaffiri e smeraldi, mai ritrovati per un valore di sette milioni di euro.

Come criminologo devo attenermi a quanto risulta dalle carte ufficiali, ma potrebbe trattarsi di un delitto perfetto, o poco ci mancherebbe.

 Il caso della contessa Vacca Agusta è passato alla storia come la prima vicenda di cronaca nera arrivata sulle scene dei talk show , mai chiuso veramente.

Di Admin

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