
Giovanni De Ficchy
Mentre scrivo, si combatte, piovono razzi, e i guerriglieri di Hammas hanno saltato le difese, e sono entrati in Israele, seminando morti e feriti per le strade, agli attacchi partecipano anche i militanti della jihad islamica.
L’operazione è condotta dai palestinesi con ferocia, un odio smisurato anima i miliziani, che gridano “è il giorno della grande rivoluzione”
L’operazione appare chiaro, è stata studiata e pianificata con precisione.
I combattenti di Hamas, viaggiando su veicoli, barche e persino parapendii a motore , hanno superato la barriera di sicurezza che separa Gaza da Israele e hanno attaccato le città e postazioni militari israeliane vicine.
Israele ha risposto con un raid aereo sulle posizioni dei miliziani nell’enclave costiera.
Il leggendario Mossad questa volta , non si è reso conto del pericolo che incombeva, i morti si contano a decine, i feriti a centinai, purtroppo la situazione si sta facendo terribilmente seria.
Eppure oggi che ricorreva il cinquantesimo anniversario della guerra dello Yom Kippur, e certe riccorrenze per i palestinesi hanno valore.
Ci sono anche degli ostaggi, e dei soldati catturati e massacrati.
La risposta di Israele, si chiama ” Spada di ferro”, il premier israeliano dichiara al mondo ” Israele è in guerra”.
Il mondo condanna l’attacco, soltanto l’Iran, plaude all’attacco di Hammas, e si dichiara ” orgogliosa dei combattenti palestinesi”.
La sproporzione di uomini e mezzi , è enorme, Israele ha moltissimi armamenti , e l’operazione di Hammas potrebbe trasformarsi in un suicidio collettivo.
Benjamin Nethanyau, ha promesso che “il nemico pagherà un prezzo senza precedenti”
E’ a questo punto evidente, che il mondo ha bisogno di pensare a un nuovo modello di relazioni internazionali, un nuovo ordine, che sia in grado di garantire una pace, senza dover passare per forza per un nuovo conflitto mondiale.
Putin cerca di estendere il conflitto ucraino con tutti mezzi che ha a disposizione, dai Balcani, dall’Africa al Medio oriente.
Ci stiamo avvicinando pericolosamente ad un conflitto planetario e nessuna istituzione sembra poter fermare la corsa verso il disastro, tantomeno l’Onu.
