
Maria Rosaria Boccia è una consulente mancata.
Il contratto esiste, firmato, ma non controfirmato né depositato e protocollato.
Quasi dieci minuti nel Tg1 delle 20 sono stati dedicati al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano per dire “tutta la verità, nient’altro che la verità” sul caso Boccia.
Il passaggio più delicato si gioca sulle procedure e sulle relazioni personali, un misto di carte bollate e amorosi sensi.
“Avevamo una relazione, anche per questo ho revocato l’incarico”.
Così il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, in un’intervista al Tg1 parla della “consulente mancata” Maria Rosaria Boccia, su cui si è sollevato un caso politico.
“Mai speso soldi pubblici” ha detto ancora il ministro: “I suoi viaggi li ho pagati da me con la mia carta di credito personale”.
E ha ribadito: “Non sono ricattabile”.
“Ho presentato le mie dimissioni alla premier ma le ha respinte” ha poi aggiunto.
A stretto giro arriva la replica della donna che su Instagram scrive: “Iniziamo a dire bugie!
Su questo terreno non sono ricattabile….”.
E infine le scuse.

Il ministro si è lasciato andare anche a un momento di commozione. “La prima persona a cui devo chiedere scusa, perché è una persona eccezionale, è mia moglie.
Chiedo scusa a Meloni per l’imbarazzo procurato a lei e al governo.
Chiedo scusa ai miei collaboratori che si sono trovati coinvolti nella vicenda”, ha detto con le lacrime agli occhi.
In un misto di cronaca politica e feuilleton, si attende la prossima puntata.
