
Un messaggio verbale non contiene solo informazioni su ciò che viene detto ma include anche indizi su come viene detto, stato d’animo, intenzione e tanta informazione appartenente alla comunicazione non verbale.
Socrate diceva : “L’uso improprio del linguaggio induce il male nell’anima”.
Non stava parlando di grammatica.
Usare impropriamente il linguaggio significa usarlo come fanno alcuni politici e inserzionisti, a scopo di lucro, senza assumersi la responsabilità del significato delle parole.
Gli scrittori sanno che le parole sono la loro strada verso la verità e la libertà, e per questo le usano con cura, pensiero, paura e gioia. Usando bene le parole rafforzano le loro anime.
I narratori e i poeti passano la vita imparando questa abilità e l’arte di usare bene le parole.
E le sue parole rendono le anime dei suoi lettori più forti, luminose e profonde.
La prosodia è il complemento essenziale per scegliere le sfumature che vuoi dare ai tuoi messaggi.
La prosodia è una delle componenti soprasegmentali del discorso che viene utilizzata per comprendere o esprimere intenzioni comunicative attraverso la melodia della voce e comprende variazioni di tono, ritmo e accentuazione delle espressioni vocali .
È l’aspetto non verbale della comunicazione orale, che avviene attraverso la modulazione di volume, tono e ritmo della voce (compresi durata, pause e tempo).
È necessaria per trasmettere emozioni e significato, ponendo l’accento su ciò che è importante e risolvendo le ambiguità nelle parole e nelle frasi.
La maggior parte dei ricercatori presuppone che esistano almeno due tipi diversi: prosodia emotiva e linguistica.
La prosodia emotiva è quella che si genera quando l’oratore esprime contenuti affettivi nel messaggio come gioia, paura o rabbia e comprende tre caratteristiche prosodiche: lunghezza, intensità e tono dei suoni del discorso.
D’altra parte, la prosodia linguistica viene utilizzata per segmentare le frasi parlate svolgendo il ruolo equivalente alla punteggiatura per i testi scritti e comprende tre fenomeni: accento lessicale, accento enfatico e modalità .
Precedenti studi hanno indicato che le espressioni facciali e il tono emotivo della voce (o prosodia emotiva) si influenzano a vicenda.
Nelle tipologie paralinguistiche identifichiamo la tonalità e il profilo di intonazione, la durata (ossia le pause e la velocità dell’eloquio), l’intensità (intesa come volume e accento), prominenza e ritmo e, infine, la qualità vocale fonatoria espressa dalla voce (a falsetto, gracchiante, aspra…).
Questi elementi paralinguistici generano manifestazioni di umori e stati d’animo, soggettivi e relazionali, stili espressivi personali.
Il tono è inteso come espressione delle emozioni, l’accento comunica l’appartenenza ad un gruppo, le qualità vocali indicano le caratteristiche personali.
Ci sono due componenti chiave: qualità della voce e vocalizzazioni
La prosodia emotiva si riferisce alle variazioni di melodia e di intonazione e alle pause e accenti del discorso; la durata e l’intonazione sono fattori che giocano un ruolo importante nella prosodia vocale di alcune emozioni: ad esempio, una frase felice ha una durata normale, con un tono alto e con ampia variazione di intonazione.
Acusticamente, la paura è molto simile alla felicità: la durata è normale e il tono medio è elevato, ma il cambiamento di intonazione è minore.
L’integrazione delle informazioni affettive provenienti da diversi canali sensoriali sembra essere essenziale per un rapido ed accurato riconoscimento delle emozioni.
Ora che ne conosci l’utilità, sono convinta che gli presterai più attenzione e che farai tutto il possibile per correggere eventuali errori di intonazione o accentuazione che potresti commettere quando parli con altre persone.
Otiaky Chong
Bibliografia :
Prosodia .Modelli e ricerca empirica
Patrizia Sorianello
EDIZIONE: Novembre 2006
