De Ficchy Giovanni

Trump stravince le presidenziali Usa, con oltre 300 grandi elettori e il 51% del voto popolare.

Si pensava infatti che Trump, dopo la sconfitta con Biden, fosse finito.

Ma è successo il contrario perché Trump si è addirittura rafforzato.

Stop alle guerre in Ucraina, nuovi dazi commerciali, taglio delle tasse, porte aperte per le trivellazioni, crociata anti woke: sono le promesse principali che Donald Trump intende rispettare nei suoi primi cento giorni alla Casa Bianca per avviare la sua “nuova età dell’oro”. 

Il Tycoon promette inoltre che fermerà fermerà finalmente le guerre, e dall’altra parte del mondo Putin

fà una grande apertura, accettando il dialogo con lui.

Sulla guerra in Ucraina, dalle indiscrezioni trapelate, intende congelare il conflitto, tenendo Kiev fuori dalla Nato ma conservando l’integrità territoriale del Paese, con regioni autonome su ogni lato di una zona demilitarizzata, lasciando all’Europa i meccanismi di attuazione dell’accordo e i fondi per la ricostruzione.

Mentre Musk, uomo geniale e carta vincente per Trump avrà un ruolo chiave del nuovo governo e promette di impegnarsi anche per le elezioni future.

Dopo i primi endorsement, il proprietario di SpaceX e del social media X ha assunto un ruolo fondamentale nella campagna elettorale di Donald Trump.
Nel corso della campagna elettorale lo stesso Trump aveva dichiarato che, in caso di vittoria, avrebbe incaricato Elon Musk di dirigere un ministero Doge, ovvero una “commissione per l’efficienza governativa” nella nuova squadra del tycoon alla Casa Bianca.
Il patron di Tesla e Space X “non può diventare presidente perché è nato in Sud Africa ed è vietato dalla costituzione americana.
 Sicuramente il suo ruolo è stato forse più importante di quello che abbiamo immaginato con quello che ha fatto gestendo e sdraiando la piattaforma X ai piedi di Donald Trump”.

 Infatti Wall Street ha già fatto un balzo del 3,57% con Tesla che ha trainato il rialzo

Il presidente eletto conferma la linea dura promessa contro il traffico di droga e la criminalità.

“Non abbiamo scelta”, ha detto in un’intervista quando gli è stato chiesto quale sarà il prezzo del suo piano per la più grande deportazione di massa della storia Usa,

 “Non è una questione di prezzo. Davvero, non abbiamo scelta. Quando le persone hanno ucciso e assassinato, quando i signori della droga hanno distrutto Paesi, e ora torneranno in quei Paesi perché non rimarranno qui. Non c’è un prezzo”

 

Di Admin

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