Per gli agricoltori italiani, l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur, così com’è, non va.

Il 6 dicembre a Montevideo è stata firmata l’intesa, e per entrare in vigore dovrà essere ratificata dal Parlamento Ue e dal Consiglio a maggioranza qualificata.

Ma gli agricoltori , non solamente quelli italiani dicono no.

Si teme una deregulation commerciale su scala globale, le organizzazioni sindacali ,affermano commentando il patto di libero scambio siglato tra l’Unione europea e il blocco economico sudamericano composto da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, 

Dal momento che l’apertura verso i Paesi sudamericani (e i relativi mercati) viene percepito come svantaggioso in termini di competitività e, soprattutto, squilibrato a livello normativo.

Coldiretti e Filiera Italia non sono contrari in linea di principio al Mercosur – si legge in una nota dell’associazione degli agricoltori – a patto però che vengano apportate sostanziali modifiche, a partire dall’introduzione della reciprocità delle regole negli standard produttivi.

Spesso, accade, che tali vincoli finiscono per costituire ingenti sfide di natura economica e produttiva per gli agricoltori, ripercuotendosi principalmente sulle aziende più piccole.

L’accordo Ue-Mercosur punta all’eliminazione delle tariffe sull’import dal Sud America fino al novantadue per cento, e una riduzione quasi speculare (fino al novantuno per cento) di quelle sull’export europeo. 

Così  l’accordo ha scatenato le ire degli agricoltori dell’Ue, spaventati dalla prospettiva di subire il contraccolpo di una concorrenza interna al mercato Ue che può contare su costi di produzione più bassi, non essendo obbligata a sottostare agli stessi vincoli che invece vigono per il settore agricolo nei Ventisette.  

Infatti  l’assenza di cosiddette “clausole specchio” che equiparino da una parte all’altra del globo gli standard di produzione, tutela ambientale e animale, rischia di innescare una concorrenza sleale e delle gravi ripercussioni di natura economica che potrebbero alterare il mercato favorendo i prodotti sudamericani.

Molto dura  la posizione di Carlo Fidanza, coordinatore del gruppo Ecr in commissione Agricoltura al Parlamento europeo, che in una nota ha definito l’accordo Ue-Mercosur «eccessivamente squilibrato e penalizzante per l’agricoltura europea, privo di sufficienti garanzie sul rispetto delle norme Ue in materia di controlli veterinari e fitosanitari e sul rispetto dei nostri standard di salubrità e di qualità per i prodotti destinati ad entrare nel mercato interno». 

Di Admin

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